Il Tirreno

Pontedera

L'allarme

Falsi operatori “rubano” le credenziali e prelevano i soldi dai conti correnti

Sabrina Chiellini
Falsi operatori “rubano” le credenziali e prelevano i soldi dai conti correnti

Il servizio generale Inbank è intervenuto chiedendo ai vari istituti di fare prevenzione La Banca popolare di Lajatico ha informato i correntisti

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PONTEDERA. C’è un nuovo modo di raggirare i cittadini riuscendo a trasferire soldi dai conti correnti. Tant’è che il servizio generale Inbank ha inviato alle banche una informativa per metterli in guardia. La Popolare di Lajatico, facendo tesoro di queste informazioni anche se, per fortuna, non ha avuto clienti raggirati, ha provveduto a darne adeguata informazione. «Nel ricordarti – si legge – che nessun dipendente o collaboratore della banca o di Inbank ti chiederà mai i tuoi dati di accesso, desideriamo portare alla tua attenzione una nuova modalità di attacco che i frodatori utilizzano per effettuare bonifici non autorizzati utilizzando le credenziali di accesso a Inbank dei clienti», spiega la banca, invitando i clienti a leggere con attenzione il messaggio al fine di essere informato e non incorrere in eventuali tentativi di frode on line. Ma come avviene questa nuova truffa?

«Il frodatore invia un sms utilizzando come mittente Inbank con il seguente testo (o similari): “Per motivi di sicurezza il suo conto è stato temporaneamente disabilitato per anomalie a breve un nostro operatore si metterà in contatto con lei si prega di seguirlo nei passaggi”. L’esca è gettata. Il messaggio viene fatto seguire da una telefonata in cui compare il numero dell’assistenza bancaria, e in cui il finto operatore comunica la necessità di bloccare disposizioni fraudolente con l’obiettivo di carpire le credenziali comprensive del codice otp (one time password). Chi cade nel tranello si ritrova con i conti correnti alleggeriti. Gli istituti di credito ricordano che nessuno, nemmeno gli addetti della banca, sono autorizzati a conoscere e richiedere i dati di sicurezza dei clienti, «in quanto dati riservati da custodire con cura che altro non sono che le chiavi di accesso al conto corrente». Di conseguenza non vanno rivelati, meno che mai ad uno sconosciuto che si presenta telefonicamente. In Valdera, Valdicecina e nel Cuoio ci sono stati già numerosi clienti vittime di operazioni non autorizzate. Tra loro anche correntisti di importanti istituti bancari che hanno tardivamente scoperto operazioni contabilizzate sulle proprie carte di credito o di debito. Soldi sottratti a loro insaputa con truffe organizzate a regola d'arte, il cosiddetto “phishing”. I derubati hanno raccontato di essere stati raggirati telefonicamente da presunti operatori di Banca Intesa Sanpaolo. —


 

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