Gioco
Si riaccende lo scontro tra conciatori «Santa Croce parla male di noi»
Il presidente del Consorzio di Ponte a Egola (appena rieletto) risponde all’Associazione sulla vicenda dei depuratori
SAN MINIATO
«Il Consorzio conciatori non ha mai chiuso la porta alla gestione unica. Ma la soluzione va trovata sui tavoli con i tecnici, non sui giornali con proclami e dichiarazioni non corrette, che inaspriscono i rapporti e screditano ingiustamente l’ottimo lavoro dei nostri amministratori e dipendenti. Ci rammarichiamo che l’Associazione conciatori ogni anno avverta l’esigenza di parlar male di Ponte a Egola e Cuoiodepur. Noi all’assemblea abbiamo sottolineato invece la straordinaria collaborazione dimostrata durante il periodo di lockdown». Michele Matteoli, rieletto presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola, risponde così alla collega dell’Associazione conciatori di Santa Croce, Maila Famiglietti, che pochi giorni fa ha ribadito il concetto sulla gestione unica tra i due enti della depurazione: «Da un anno abbiamo chiesto a Ponte a Egola di creare una società ad hoc per i nostri depuratori, ma a oggi non abbiamo ricevuto risposta».
La “pace” tra le due sponde dell’Arno sembra ancora lontana. Meglio soffermarsi sul bilancio stilato da Matteoli e dal consiglio del consorzio, interamente confermato, e formato dai vice presidenti Mauro Fiaschi e Ettore Valori, dai consiglieri Alessio Bonciolini, Francesco Brotini, Michele Carrara, Marco Montanelli, Massimo Caponi, Alessio Monti, Simone Nieri, Luca Tempesti, Leonardo Traversi e dal revisore contabile Rosella Terreni. «La concia attraversa una fase delicata, ma il Consorzio è al lavoro per costruire il futuro del Distretto», ha detto Matteoli davanti al sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, la vice sindaca, Elisa Montanelli e dall’assessora all’ambiente, Marzia Fattori.
«Quest’ultimo periodo ci ha messo a dura prova, non soltanto per il periodo di lockdown legato all’emergenza sanitaria in atto, che è arrivato come un fulmine a ciel sereno a bloccare e a rallentare la produzione delle nostre attività – ha sottolineato il presidente del Consorzio di Ponte a Egola – ma anche per le gravi notizie apprese dai giornali nelle scorse settimane, in merito alle indagini su presunti fenomeni di criminalità nel comprensorio. Su entrambi questi temi si è dimostrato particolarmente vigile e attento il Comitato d’area di Distretto, all’interno del quale siedono i rappresentanti del Consorzio conciatori insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle altre parti sociali del nostro territorio. All’interno di quest’organo di coordinamento, le parti coinvolte hanno saputo confrontarsi e trovare compattezza sulle iniziative da intraprendere, spesso in situazioni di vera urgenza, dando prova di tempestività».
Matteoli allude agli «scambi avuti con le prefetture di Pisa e di Firenze, con le quali il Comitato si è interfacciato, specie con riferimento alle problematiche sulla gestione delle regole emergenziali nella fase del lockdown». E sulle indagini in corso si augura che «il comprensorio possa rimanere estraneo e impermeabile a fenomeni di criminalità, che contribuiscono soltanto a screditare l’immagine dei lavoratori onesti e il prestigio di un intero comparto. Non si è fatta attendere la reazione del Comitato d’area che ha rinnovato il proprio impegno sinergico all’azione delle forze dell’ordine, mettendosi a disposizione per ulteriori azioni coordinate».
Ma il Covid non si può ignorare: «È difficile fare a meno di notare che ci aspettano momenti incerti e sfide intensissime. Ma confido che, tutti insieme, sapremo dimostrare cosa significa la nostra storia. Il prestigio del nostro passato non è qualcosa che si cancella con un colpo di spugna, ma è radicato dentro il nostro lavoro quotidiano. A noi non è chiesto altro che lavorare, come abbiamo sempre fatto, con l’orgoglio della nostra storia di conciatori. Se sapremo farlo, ne usciremo come sempre più forti di prima». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
