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Pontedera

Moduli singoli e dormitorio La tesi di Francesco diventa la scuola ideale post-pandemia

m.s.
Moduli singoli e dormitorio La tesi di Francesco diventa la scuola ideale post-pandemia

Il fucecchiese Bellandi si è laureato con un progetto di recupero del complesso di via Foscolo e l’ha presentato al sindaco 

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didattica sicura

Si tratta di un progetto ambizioso e rivoluzionario, che potrebbe anche risolvere la problematica del distanziamento sociale all’interno degli edifici scolastici: Francesco Bellandi, 28enne fucecchiese, si è da poco laureato in architettura a Firenze con una tesi dedicata ad un complesso scolastico della sua città. Il riferimento è all’edificio che in via Foscolo ospita un asilo nido e una scuola dell’infanzia. Bellandi ha iniziato a scrivere la sua tesi più di un anno e mezzo fa, quando di Covid non si parlava assolutamente; però la sua filosofia di intervento, che prevede dei “mini complessi” autosufficienti con aule, laboratori e dormitori potrebbe esser utile. Bellandi ha progettato un edificio a grappolo (in inglese “cluster”, un termine che però adesso fa pensare a tutt’altro) dove ogni zona è indipendente e ha tutto a disposizione per le esigenze dei bambini.

Le aule, i laboratori e i dormitori, infatti, ruotano attorno a delle aree verdi dove i piccoli alunni possono svagarsi. E nel farlo senza rischio, perché le zone promiscue non ci sono e i bambini di un “grappolo” non si “mischiano” con i bambini di un altro grappolo. «Ho deciso – racconta Bellandi – dopo averne parlato col sindaco Alessio Spinelli e la vicesindaca Emma Donnini di fare un progetto per l’asilo nido La Gabbianella e la scuola dell’infanzia Il Grillo Parlante. Un intervento di recupero sarebbe troppo oneroso, per cui ho virato su una completa demolizione e ricostruzione dell’edificio».

Ma in cosa consiste? «Ogni aula ha almeno una faccia esposta a est, così da avere luce garantita; il laboratorio ricopre un ruolo polifunzionale e il dormitorio con 13 posti letto prevede servizi sia per bambini che per docenti. Senza dimenticare, inoltre, un piccolo spazio verde per i bambini stessi. Ho preso spunto anche da Papa Francesco, che ha detto che per educare un figlio ci vuole un villaggio. Questo villaggio è fatto da tanti piccoli ingranaggi il cui “carburante” sono bambini ed educatori».

I vari grappoli sono collegati da un corridoio sinuoso, non sullo stile delle scuole attuali, allo scopo di «cancellare lo schema della scuola corridoio» aggiunge Bellandi. Il progetto ha ricevuto il plauso dell’amministrazione: «È l’area principe – spiega Donnini – per la didattica 0-6. Qui al momento abbiamo una sezione di nido con 27 bambini e sei sezioni dell’infanzia con 24 alunni». Niente vieta che il progetto di Bellandi non venga utilizzato – fondi permettendo – per pensare ad una rivoluzione di quest’area. —



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