Il Tirreno

Pontedera

in difesa dell’ospedale 

Incatenati a Firenze per chiedere i letti di terapia intensiva

Mobilitazione di associazioni davanti al consiglio regionale Stessa richiesta nella lettera dei presidenti di enti volterrani

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VOLTERRA

Associazioni ed enti si mobilitano per la difesa dell’ospedale Santa Maria Maddalena di Volterra. Da un lato c’è la protesta con tanto di incatenamento, per due giorni, davanti alla sede del consiglio regionale. Dall’altro c’è una lettera per chiedere la terapia intensiva.

«Il 28 luglio dalle 13 alle 20 e il 29 luglio dalle 8 alle 13, una delegazione delle associazioni a difesa dell’ospedale e del territorio della Valdicecina (Sos Volterra, Difendiamo l’Ospedale, Mamme Alta Valdicecina e Volterra Infanzia) – si legge in una nota – scenderà in strada incatenandosi davanti alla sede del consiglio regionale in Viale Cavour a Firenze per chiedere a gran voce che il nostro ospedale venga dotato dei posti di terapia intensiva e di rianimazione».

Richiesta simile a quella di un gruppo di presidenti e personalità di spicco di altrettanti enti di rilievo a Volterra che hanno scritto una lettera per chiedere l’allestimento di letti per la terapia intensiva all’ospedale Santa Maria Maddalena.

Si tratta di Roberto Pepi (Fondazione Cassa di risparmio di Volterra), Giorgio Ghionzoli (Cassa di risparmio di Volterra spa), Alberto Ferrini (sindaco di Castelnuovo Valdicecina), Maurizio Gabellieri (governatore Arciconfraternita della Misericordia di Volterra), Francesco Niccolò Viti (Croce Rossa Italiana di Volterra), Luciano Ceppatelli (Avis Alta Valdicecina), Patrizia Novelli (Associazione Mondo Nuovo), Franco Frediani (Pro Volterra), Umberto Bavoni (Accademia dei Sepolti), Davide Giampiero Arcieri (Accademia dei Riuniti e e Siaf), Sandro Giustarini (Lions Club Volterra),

Silvia Provvedi (Cooperativa Artieri Alabastro).

I firmatari della lettera citano «gli appelli che da più parti sono stati rivolti alle autorità competenti in ambiti istituzionali, o anche semplicemente a mezzo stampa o social, contestuali alla pubblica presa di posizione assunta dai sindaci della Valdicecina in ordine alla richiesta di posti letto di terapia intensiva nell’ospedale di Volterra» e «lo studio di fattibilità proposto all’Asl Toscana Nord Ovest e alla Regione Toscana da Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Auxilium Vitae spa e Comune di Volterra».

In più, ci parla della delibera regionale «del 15 giugno 2020, sul “numero di posti letto da incrementare per raggiungere la dotazione prevista di 536 posti letto di terapia intensiva” che ammonterebbe a 193 unità, con il contestuale “adeguamento di 262 posti letto di degenza ordinaria per consentirne l’utilizzo come posti letto sub-intensivi e nel 50% per la terapia intensiva”.

Oltre al fatto che «Volterra non è stata ricompresa dalla stessa delibera, nel novero degli ospedali in cui creare posti letto di terapia intensiva, essendo l’indice degli 0,14 posti letto per mille abitanti stato applicato a livello di area vasta e non in riferimento ai contesti territoriali che sono gli ambiti di effettiva operatività degli ospedali».

Tutto questo per chiedere alla Regione e all’Asl «di attivare i tre posti letto di terapia intensiva spettanti al presidio ospedaliero di Volterra, sulla scorta dei nuovi criteri individuati dal Ministero, da inserire nel piano pluriennale della stessa Asl».

Ma c’è una richiesta anche per l’amministrazione comunale di Volterra: «Farsi parte attiva in questa istanza. Ogni altra proposta, anche se presentata formalmente come rivolta al potenziamento dal nostro presidio ospedaliero, è da considerarsi non adeguata e lesiva di un diritto fondamentale per il nostro territorio». —

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