Gioco
Trovate ossa umane durante gli scavi davanti alla Cattedrale
L’archivista diocesano Furiesi: «Alcune pietre enormi attorno alle sepolture potrebbero fornire elementi nuovi sulla storia urbanistica della zona»
VOLTERRA
«Il bello di Volterra è che è una continua sorpresa. La si scopre un po’ alla volta». È uno sguardo sul Duomo che non ci si aspetta quello che commenta il sindaco Giacomo Santi, mentre gli addetti a quello che doveva essere un semplice cantiere mostrano le tracce della città di quasi mille anni prima. Alcune ossa umane, antecedenti al XIII secolo, sono infatti affiorate durante i lavori di rimessa in sesto dell’antico sagrato di piazza San Giovanni.
Imprevisto che come di consueto ha avviato la macchina degli accertamenti a cura della Soprintendenza, sotto la supervisione della dottoressa Elena Sorge, materialmente eseguiti dalla cooperativa archeologica Ara. «Stiamo ancora facendo tutte le valutazioni del caso – spiega Massimo Pianigiani, di Ara –. Ma da quello che vediamo per adesso, potrebbero venire a galla delle informazioni interessanti sul fronte della storia della cattedrale e di ciò che vi era prima».
Se le ossa non sono infatti una sorpresa, alcune strutture murarie affioranti attorno ai corpi e soprattutto nelle adiacenze dell’attuale facciata del Duomo fanno pensare a qualcosa di preesistente.
«Sotto la piazza i corpi sono probabilmente centinaia, i cimiteri si facevano attorno alle chiese e mi sarei meravigliato se non li avessero trovati – dice l’archivista diocesano Alessandro Furiesi –. Alcune pietre di enormi dimensioni attorno alle sepolture potrebbero però suggerire qualcosa di nuovo sulla storia urbanistica della piazza e di quella cattedrale che quest’anno compie la bellezza di 900 anni. Prima del XIII secolo a Volterra vi erano almeno quattro importanti luoghi di culto. Due di questi, la chiesa di S. Ottaviano e quella di S. Maria, vennero fuse per dare vita all’attuale Duomo. Questa piccola scoperta forse ci dirà qualcosa di più».
Una tappa importante, la fondazione della cattedrale, che lo scorso 20 maggio la città avrebbe dovuto celebrare solennemente, ricordando quella stessa data del 1100, quando papa Callisto II la consacrò. «Il Covid ce lo ha impedito – dice Furiesi – ma ci rifaremo». I lavori di ristrutturazione dell’ingresso facevano parte di un piano di risistemazioni dell’edificio di culto che ormai va avanti da tre anni, grazie al contributo della Chiesa e della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. —
Nilo Di Modica
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