Il Tirreno

Pontedera

«Ho fatto il trapianto e ora donerò un racconto ai 600 angeli di tutta Italia che mi hanno aiutata»

alessandro bientinesi
«Ho fatto il trapianto e ora donerò un racconto ai 600 angeli di tutta Italia che mi hanno aiutata»

Francesca, scrittrice e psicologa, sta combattendo contro la mielofibrosi La sua richiesta di aiuto ha fatto scattare una mobilitazione social  

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Cuore e coraggio

«Riemergo prima del previsto. Trapianto fatto. Sto benino. Tutto qui». Poche parole ma in grado di dimostrare ancora una volta forza e coraggio. Quelle che Francesca Masi, scrittrice e psicologa 45enne di Ponsacco, sta mettendo nella battaglia contro un nemico terribile. La mielofibrosi, un cancro raro nel sangue che combatte dal 2016. Una malattia oncologica grave che ha una sola possibile soluzione salva vita: il trapianto di midollo. Trapianto che c’è stato al policlinico Gemelli di Roma il 7 luglio scorso. E descritto in un post con un selfie dalla stessa Francesca.

In piena pandemia, un pericolo in più per chi è immunodepressa come lei, sui social Francesca, originaria di Fabbrica di Peccioli ma da tempo residente a Ponsacco, aveva lanciato un appello. «Non sono in vacanza» era il titolo di una raccolta fondi che doveva aiutarla a vivere per almeno 6 mesi, il periodo a cavallo del trapianto, a Roma. Tra un appartamento vicino al policlinico e l’ospedale. Una raccolta fondi che era stata un clamoroso successo, finanziata da centinaia di persone non solo a Ponsacco, ma in tutta Italia. Un esempio per chi, come lei, si trova a convivere con malattie terribili. A tre settimane dal trapianto abbiamo contattato Francesca che sta combattendo con tutte le sue forze. «Ho sentito tante persone vicine in questi giorni, le voglio ringraziare tutte quante. Non sempre riesco a rispondere, magari perché sto facendo terapia o perché sto riposando. Ma ringrazio tutti – racconta la donna coraggio –. Dopo un trapianto i problemi ci sono sempre, finché il midollo nuovo non riprende a produrre e a far risalire il numero di globuli bianchi, il corpo sviluppa mille problemi: valori bassi di globluli rossi e piastrine, bassissimi di globuli bianchi. Ci sono, poi, altre problematiche legate dalle chemioterapie fatte in precedenza per distruggere il midollo».

Una strada ancora in salita, dunque, con un dolore quotidiano con il quale Francesca deve ancora convivere. Per lei, che aggiornava spesso la sua pagina Facebook per raccontare la battaglia contro la malattia, un silenzio che aveva fatto preoccupare i tanti che l’avevano sostenuta nella raccolta fondi che aveva sfiorato i 20mila euro e con quasi 600 persone a fare un’offerta per aiutarla nel percorso di guarigione, di ritorno alla vita. «Non mi aspettavo così tanto affetto, anche da sconosciuti e in un periodo così difficile come quello che tutti abbiamo vissuto durante il periodo più duro della pandemia – racconta Francesca –. Io sono immunodepressa e come tanti malati oncologici vivere la malattia si è fatto sempre più difficile e preoccupante. La luce, però, si è riaccesa quando in mezzo all’emergenza coronavirus sono stata chiamata per il trapianto di midollo. Vengo, però, da una famiglia normale e per vivere a Roma servivano almeno 1650 euro al mese. Senza l’aiuto e il supporto di tante persone, molti amici ma moltissimi sconosciuti, tutto questo sarebbe stato molto, molto più difficile». In prima linea con lei ci sono sempre il marito Andrea e il figlio Galileo e, anche se con difficoltà, ora Francesca proverà a ringraziare tutti quelli che la stanno supportando. «Ho pensato a un modo per ringraziare le centinaia di persone che mi stanno supportando. A ogni persona che ha fatto una donazione e avrà piacere di riceverlo regalerò, come forma di ringraziamento, un mio racconto inedito».

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