Gioco
Venduta al terzo tentativo d’asta l’ex palestra Blu
Fucechio: la storia di questo complesso sportivo, abbandonato da anni, è stata a lungo complicata
FUCECCHIO. Una buona e inaspettata notizia, giunta in un momento di emergenza: l’ex complesso sportivo della palestra Blu di Fucecchio è stato venduto all’asta per 435.000 euro. Un risultato arrivato al terzo tentativo di vendita. La base d’asta era di 200.000 euro, ma l’offerente - di cui non si conosce l’identità - ne ha messi sul piatto 135.000 in più, non molto meno di quanto veniva chiesto alla seconda asta.
La storia di questo complesso sportivo - abbandonato da anni - è stata a lungo complicata: dopo che la società è finita in un procedimento fallimentare, la struttura è stata chiusa ed è anche spesso finita nel mirino di vandali e ladri. I campi esterni da calcetto, ad esempio, venivano spesso usati per partitelle non autorizzate, scavalcando la rete o sfruttando dei passaggi creati ad arte. In un caso ci fu anche una rissa col ferimento al volto di un ragazzo, che fu portato in ambulanza al pronto soccorso.
Il complesso - quando era a regime - ospitava macchine e attrezzi per allenarsi, piscina interna e appunto due campi da calcetto esterni, oltre ad uffici e alcune attività di servizi alla persona all’interno della struttura. Il complesso era andato all’asta la prima volta nel luglio 2019, con base 664.000 euro; poi, ad ottobre, il prezzo era sceso a 498.000 euro. In entrambi i casi, tuttavia, nessuno si era fatto avanti. Poi il tribunale fallimentare di Firenze ha bandito una nuova asta, la terza, che si è rivelata quella buona dopo due tentativi senza nessuno che si presentasse.
Che sia la volta buona, quindi? La speranza è sicuramente questa. Certo è che c’è bisogno di un rilancio di un’area che si trova a due passi da un’altra zona sportiva e dalla sede distaccata dell’istituto superiore Checchi. Un complesso una volta frequentatissimo, dov’era anche difficile semplicemente parcheggiare, poi spentosi all’improvviso per tutta una serie di vicissitudini. L’asta si è tenuta a luglio perché l’attività del tribunale è stata completamente paralizzata dalla vicenda Covid; poi, conquistato un barlume di normalità, le operazioni di vendita sono tornate a regime.
Il fatto che si sia riusciti a vendere un complesso che sembrava destinato ad un destino segnato è di fatto un piccolo/grande segnale di speranza. Ora si vedrà come il nuovo acquirente avrà intenzione di rilanciare questa struttura dalle indubbie potenzialità. —
marco sabia
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