Sicurezza
Sos dal mondo del commercio «Cosa manca? Le persone»
L’analisi dell’andamento delle presenze turistiche e delle attività commerciali da parte delle associazioni Confcommercio e Confesercenti a Volterra
volterra
«La città è riaperta con i suoi uffici, attività, musei. Purtroppo mancano le persone. I primi giorni di luglio sono stati davvero drammatici. Non ci resta che sperare ad una inversione di tendenza anche se essere ottimisti non è facile”. Parole che hanno davvero poco bisogno di interpretazione quelle del presidente di Confesercenti Volterra Marco Migliorini, nel commentare questo inizio di stagione nell’era coronavirus. Una situazione critica evidenziata anche da Confcommercio che rileva però anche qualche segnale positivo. «La ripartenza è un grande punto interrogativo, e si lavora alla giornata, magari si fanno due giorni bene e poi di nuovo giù– spiega Sergio Brizi, presidente di Confcommercio Volterra: si è cominciato a lavorare da luglio, niente di eccezionale, siamo ad un 40% di fatturato rispetto agli anni passati, ma viste le tante difficoltà presenti non ci lamentiamo. Il movimento è dato soprattutto da un turismo di prossimità, costituito in maggioranza da italiani, anche se non mancano gli stranieri, soprattutto tedeschi e qualche francese che non rinunciano ad una visita a Volterra. Certo è che l'assenza di eventi per tutta l'estate non aiuta e non sostiene prospettive di crescita maggiori rispetto all'attuale situazione».
“Volterra è ripartita – spiega ancora Migliorini di Confesercenti – ma purtroppo con poca gente ad alimentare l’economia cittadina. Le attività commerciali hanno riaperto ma tante continuando a mantenere numeri ridotti di personale finché ci sarà la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. D’altra parte il lavoro manca. Se la mattina si tira avanti con residenti e qualche turista, il pomeriggio c’è il deserto. Qualche piccola ripresa la sera, ma con numeri comunque lontanissimi da quelli dello stesso periodo di un anno fa». Una emergenza coronavirus che continua a tenere lontano soprattutto gli stranieri. Ancora il presidente Confesercenti: «Stranieri davvero ridotti al lumicino, con mercati per noi fondamentali come quello americano azzerato almeno fino al 2021. Rimangono gli italiani ma anche loro con una modalità di visita molto rapida. Ci salviamo relativamente nel fine settimana quando tante persone, forse spaventate dall’affollamento delle spiagge il sabato e la domenica, vengono a visitare l’entroterra». Migliorini guarda con preoccupazione al resto dell’estate. «Noi ci stiamo impegnando per dare la migliore offerta ad esempio con i giovedì sotto le stelle organizzati dal Centro commerciale naturale. Ma diventa difficile pensare ad una netta inversione di tendenza visto anche la probabile conferma anche dopo il 31 luglio dello stato di emergenza». Migliorini plaude al «progetto di riforma degli ammortizzatori sociali, ma la priorità deve essere la proroga per almeno altre 18 settimane delle integrazioni salariali e alla sburocratizzazione delle procedure Inps, con contestuale finanziamento delle misure di emergenza».
«I primi movimenti di turisti si sono visti a partire da luglio - spiega Luca Favilli, responsabile territoriale di Confcommercio -. Ovviamente niente di clamoroso, si parla soprattutto dei weekend, che permettono alle strutture di ripagare almeno le spese. Certo, i numeri sono imparagonabili rispetto agli anni passati, ma se partiamo dalle attese della vigilia, alla luce del fatto che gli imprenditori lavorano in condizioni difficilissime, si registra comunque qualcosa di meglio. Anche per agosto si prevede un minimo di ripresa, ma in ogni caso si naviga a vista. Prevalentemente parliamo di turisti italiani, ma non mancano gli arrivi dei primi turisti stranieri, in prevalenza europei. La sfida vera è quella di resistere fino alla fine dell'anno e cominciare già da adesso a programmare il 2021». —
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