Il dolore
La scalinata del Santissimo Crocifisso torna a splendere
Diocesi, Fondazione Crsm e Crèdit Agricole finanziano il recupero di un luogo molto caro agli abitanti di San Miniato
SAN MINIATO
È tornata a splendere la scalinata del Santissimo Crocifisso. Salutato dal suono delle campane di mezzogiorno, il restauro – tutta l’area brilla di luce propria – è stato inaugurato nel rispetto delle norme anti Covid. Un bene che tecnicamente è di proprietà del Capitolo della cattedrale amministrato da monsignor Morello Morelli ma, di fatto, appartiene a chi sa coglierne il valore storico e culturale oltre che in termini di bellezza.
«La scala – ha esordito il vescovo Andrea Migliavacca – torna a vivere e viene restituita alla comunità dopo i lavori. Per San Miniato e il suo territorio questo è un patrimonio importante, uno dei biglietti da visita di questa città. Nei progetti di recupero dei vari luoghi di San Miniato questo luogo aveva la priorità, insieme alla sede del Seminario». Generazioni di giovani si sono ritrovati sulle scale davanti al municipio, come ha ricordato anche il sindaco, Simone Giglioli.
«Una delle cose che ci ha insegnato il lockdown, è proprio il valore di momenti come questo, il recupero di un’opera preziosa. Dal nostro punto di vista siamo convinti che sia giusto anche nei momenti di difficoltà essere presenti e continuare a intervenire sia per il sostegno alle famiglie ma anche per opere come questa». È quanto ha detto il responsabile della direzione regionale Toscana di Crédit Agricole Italia, Massimo Cerbai durante l’inaugurazione.
Un simbolo di rinascita, dopo i mesi del Covid. La scalinata è il primo passo, dopo arriveranno il Seminario e la facciata della Chiesa del Santissimo Crocifisso. Qui i ponteggi sono già stati installati, per vedere la fine dei lavori serviranno almeno due anni. Il restauro, costato poco più di centomila euro, è stato realizzato grazie alla sinergia tra più enti ed è servito anche per realizzare una nuova fognatura per la raccolta delle acque. Risorse investite dalla diocesi di San Miniato, dalla Fondazione Cassa di risparmio San miniato e da Crédit Agricole.
«L’arte e la cultura – per il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato Antonio Guicciardini Salini – sono il motore dell’economia. Muovono il lavoro, di questo sono convinto. Con questa opera hanno lavorato professionisti, carpentieri, idraulici e altri ancora. Bisogna incentivare i restauri perché oltre a essere importanti in sé hanno ripercussioni positive su lavoro e sul turismo».
Chi si trovasse a visitare San Miniato sa che può scoprire questa rinnovata parte del centro storico che sarà videosorvegliata, grazie a tre telecamere fatte installare dall’amministrazione comunale. «Ringrazio la Curia – ha detto il sindaco – per l’invito e per la bellissima opera e grazie ai finanziatori. Questo è effettivamente un patrimonio di tutti i sanminiatesi: posto tra piazza Duomo e il municipio, è uno dei luoghi più belli del centro storico, meta di tante persone e tanti sposi. Ho avuto modo di vedere i lavori (durati circa un anno e interrotti dal Covid) durante tutte le stagioni da vicino e sotto il sole non è stato semplice. Se tutti contribuiamo alla cura della città indipendentemente da chi ne è proprietario, la nostra città ne trarrà un beneficio».
All’inaugurazione erano presenti anche i professionisti che hanno seguito il recupero e l’azienda artigiana che lo ha realizzato. Ora non rimane che andare a San Miniato per ammirare il rinnovato monumento. –
s. c.
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