Il Tirreno

Pontedera

dalla sorgente alla foce sulle due ruote 

Il fiume, la bici e la natura Pascal e Ferruccio partono all’avventura

Sara Venchiarutti
Il fiume, la bici e la natura Pascal e Ferruccio partono all’avventura

L’idea: «Abbiamo letto della ciclovia dell’Arno che  al momento è a intermittenza.  Così abbiamo deciso  di vedere a che punto è»

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cascina

«Il filosofo Robert Pirsig diceva che la macchina non è che una dose supplementare di Tv quotidiana. Quello che si vede dall’automobile è racchiuso nel lunotto anteriore, che è come la cornice di un televisore. E questo non consente di immergersi negli odori e nella realtà che ci circonda». È questo lo spirito che anima due “avventurieri” del comune di Cascina: il 48enne Pascal Vacca e l’amico di sempre Ferruccio Caccia, 54 anni, che hanno deciso di inforcare la bicicletta per un’impresa non da poco: seguire il percorso dell’Arno dal monte Falterona, dove si trova la sorgente del fiume, fino alla foce al porto di Marina di Pisa. Un percorso di circa 260 km lungo tre diverse province (Arezzo, Firenze e Pisa), che i due amici percorreranno autonomamente in sella alle proprie biciclette. L’arrivo al rifugio Fontanelle, nel cuore delle foreste casentinesi, è avvenuto ieri sera, ma la partenza è oggi, rigorosamente all’alba e dopo la foto di rito alla sorgente. Il tempo stimato per l’impresa? Due giorni. «Con la bici è un turismo più slow, che apre la possibilità di apprezzare maggiormente il proprio territorio. La bicicletta consente di godersi il paesaggio seguendo un tempo più naturale di fruire le cose», spiega Pascal Vacca, appassionato di alpinismo speleologico, ex agente di commercio pubblicitario, poi diventato operatore su corda, mentre Ferruccio Caccia fa il giardiniere da tanti anni. Due amici uniti dalla passione per la bicicletta: «Facciamo spesso gite con la famiglia, ho tutte le tipologie di bici: da quella da strada alla mountainbike fino a quella pieghevole, che tengo sempre in macchina per viaggiare in città», racconta Pascal. «Poi con Ferruccio ogni anno nel periodo estivo ci dedichiamo ad un progetto avventuroso in bici. L’anno scorso, per esempio, ho fatto la traversata coast to coast da Cesenatico a Marina di Pisa». In fondo per un’avventura basta poco: in questo caso la passione per la bicicletta, un compagno e il desiderio di vivere la strada che si percorre. Una strada, quella vicina all’Arno, legata anche ad episodi dell’infanzia: «Tutti noi siamo cresciuti andando sugli argini, divertendoci lungo il fiume. Da piccoli per tratti ridotti (sono di Visignano, quindi nel tratto di San Lorenzo alle Corti). Tratti che diventavano sempre più lunghi, fino a Pisa, a mano a mano che crescevamo. Ma sempre a “pezzi e a bocconi”. Ora puntiamo all’intero percorso, guardando tre province dalla prospettiva del fiume». Ma l’idea è nata anche leggendo i giornali: «Durante l’inverno meditavamo sul nuovo progetto da realizzare in bicicletta. Poi abbiamo letto diversi articoli sulla ciclovia dell’Arno, che al momento è a intermittenza. Così abbiamo deciso di vedere a che punto è lo stato di questa ciclabile». Nei tratti mancanti i due ciclisti seguiranno direttamente gli argini. Per questo la parte più complicata si troverà lungo i primi 10 km, dove l’Arno è un ruscello che scorre attraverso il bosco. «Poi, dopo l’abitato di Stia, sarà più semplice seguire il fiume», assicura Pascal. Non solo i percorsi, ma anche i paesaggi saranno molto diversi: dai circa 1470 metri di quota sul Falterona fino al mare, passando per i paesaggi collinari fiorentini e pisani. —

Sara Venchiarutti

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