Il Tirreno

Pontedera

pretendeva interessi fino al 65% 

Trappola a domicilio per l’usuraio

Sabrina Chiellini
Trappola a domicilio per l’usuraio

L’arrestato riscuoteva il reddito di cittadinanza, la vittima è un imprenditore di 45 anni

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LORENZANA

Trappola a domicilio per un usuraio di 60 anni, di origini napoletane, con precedenti per tentato omicidio, ora residente a Lorenzana: è stato arrestato con i soldi in mano dalla Guardia di finanza di Pisa. L’uomo, secondo gli inquirenti, era vicino a un clan camorristico partenopeo e in qualche modo “in affari” con la criminalità organizzata.

L’arresto è scattato l’altro giorno durante un blitz e quattro finanzieri vestiti come tecnici di Enel pronti a intervenire dopo la consegna dei soldi.

La vittima, un imprenditore di 45 anni, livornese, è andato a casa dell’usuraio, gli ha consegnato 3mila euro a titolo di interesse per un vecchio prestito. Consegnata la busta ha preso il via il piano concordato dopo le indagini condotte dal Pm Sisto Restuccia dopo che l’imprenditore (a giugno) ha trovato il coraggio e la forza di denunciare l’incubo in cui viveva.

I due, stando a quanto è stato spiegato, si conoscono da tempo. Hanno cominciato a frequentarsi per motivi personali. Poi l’artigiano edile livornese gli ha chiesto 12 mila euro nel corso del 2017 per fare fronte alle spese dell’azienda. In questi anni ne ha restituiti 18 mila, solo a titolo di interesse e ha fatto lavori a casa dell’arrestato per altri 5mila che non ha mai riscosso. Il debito però non finiva mai visto che l’amico diventato usuraio gli applicava interessi fino al 65% annuo.

Quando la vittima ha deciso di denunciare ha raccontato tutto, anche il nome del suo aguzzino. Si erano conosciuti perché frequentavano la stessa comunità dei testimoni di Geova. La vittima ha inoltre detto di essersi recata più volte nell’abitazione del pregiudicato, che per un periodo è stato agli arresti domiciliari, per fare alcune letture religiose. In questo modo è caduto in un incubo. L’intero paese di Lorenzana, quando i finanzieri sono entrati in azione travestiti da tecnici dell’Enel, è stato richiamato dalle urla dell’indagato che ha cercato di evitare l’arresto. Poi la perquisizione domiciliare: in casa è stata sequestrata anche altra documentazione utile per lo sviluppo di ulteriori indagini, come è stato detto nel corso di una conferenza stampa organizzata in Procura a Pisa. All’arrestato è stata contestata anche l’estorsione perché ha chiesto il pagamento delle rate minacciando la vittima. «Sai perché sono stato in carcere...», gli avrebbe detto, riferendosi ala vecchia storia del tentato omicidio avvenuta a Napoli alcuni anni fa.

«Grazie, per me è la fine di un incubo e ora posso finalmente pagare regolarmente i miei dipendenti». Con queste parole, riferire dai finanzieri, il piccolo imprenditore ha ringraziato le fiamme gialle dopo l’arresto del suo usuraio in flagranza di reato. «Questo episodio – ha detto il generale Bruno Bartoloni, comandante regionale della Guardia di Finanza – è un caso esemplare di questo periodo, ma anche dell’attenzione con la quale la guardia di finanza sta monitorando questi fenomeni. Viviamo un passaggio decisivo del nostro futuro e dunque le infiltrazioni criminali che prosperano con l’economia illegale sono dietro l’angolo». Tra l’altro la vittima ha pagato una rata mensile del prestito usurario, versando i 600 euro del bonus alle imprese previsti dai provvedimenti per l’emergenza Covid-19. E l’usuraio, che non ha alcun lavoro, ha ricevuto in questi giorni il versamento del reddito di cittadinanza. «È un momento molto difficile per la nostra economia – ha detto il procuratore Alessandro Crini in un incontro con la stampa – questa operazione è una risposta a quanto ci ripetiamo da tempo. Procura e forze dell’ordine ci sono e sono attente. Invitiamo i cittadini a non avere paura e a denunciare perché le risposte a questi fenomeni possono arrivare in modo efficace e tempi rapidi».

«L’operazione si inserisce in una serie di iniziative di carattere operativo messe in campo per impedire che capitali illeciti siano immessi nei circuiti dell’economia legale, attraverso prestiti usurari o l’acquisto di imprese in difficoltà», ha aggiunto il colonnello Giancarlo Franzese, comandante provinciale della Finanza. —

Sabrina Chiellini

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