Gioco
Cultura in lutto: morto a 89 anni l’artista Gennaro Strazzullo
La salma dello scultore, grafico e pittore molto noto è esposta nelle cappelline della Misericordia. Domani il funerale nel Sacro Cuore
pontedera
Lutto nella cultura pontederese. È morto ieri all’età di 89 anni Gennaro Strazzullo, scultore, grafico e pittore conosciutissimo in Valdera e autore di mostre in tutta Italia. La salma è esposta nelle cappelline della Misericordia. Il funerale si terrà domani mattina alle 10 nella chiesa del Sacro Cuore.
Strazzullo, autore capace di andare oltre gli schemi, ha perseguito sempre il proprio interesse culturale scandagliando il significato profondo dell’opera d’arte che intendeva realizzare. Del tutto estraneo alle mistificazioni delle mode o alle speculazioni finanziarie, ha dato vita a rappresentazioni caratterizzate da una semplificazione arcaizzante con ricordi, nella scultura, altomedievali. Alcuni elementi nelle sue opere pittoriche o di grafica sono diventati invece tema costante, senza generare alcuna monotonia, per la possibilità di continue variazioni nella disposizione, nei rapporti spaziali e soprattutto per l’esperienza emozionale della vita che muta continuamente a seconda del “momento”. Per raggiungere questa assolutezza, Strazzullo ha sempre eliminato ciò che era superfluo, ossia la varietà tematica (la storia narrata in altri termini). «Le sue incisioni e le litografie, estremamente raffinate, raccontano il dramma e il vuoto della società contemporanea, mentre nei dipinti, di forte impatto coloristico, prevale una testimonianza più sognante della realtà», così descriveva di recente la sua produzione artistica il critico d’arte Riccardo Ferrucci.
Gennaro Strazzullo era un artista schivo e solitario, che ha iniziato il suo percorso artistico nel 1958 e poco più di un anno fa era tornato a esporre – dopo un lungo periodo di silenzio artistico – in una personale, a Ponsacco, una trentina di opere (scultura, pittura, disegno) che testimoniavano la qualità del suo lavoro. “Sogni e utopie”, così era intitolata la mostra, raccoglieva una selezione della produzione dell’artista pontederese che, nella sua lunga carriera, ha saputo penetrare con sensibilità e cura nei drammi e nella solitudine dell’uomo. —
Sergio Braccini
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