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Cascina bene Comune: «Sulla scuola necessario un cambio di marcia»

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Ripristinare i servizi per gli alunni e le famiglie di Cascina per rispondere a pieno al dettato costituzionale secondo il quale la scuola deve essere gratuita. Lo chiede con forza “Cascina Bene Comune” tornano a parlare delle politiche nel settore dell’istruzione messe in campo dall’amministrazione comunale incarica.

«Si tratta di un compito a cui provvede, tra gli altri attori istituzionali, anche e soprattutto l’ente locale - se legge in una nota del movimento cascinese - : il Comune, infatti, è il primo erogatore dei servizi sociali. A tale proposito, chiediamo di archiviare il modello gestionale dettato dai criteri di compatibilità contabile, per mettere al centro dell’azione amministrativa il ripristino dei servizi, intesi come diritti gratuiti e per tutti. Chiaramente, ci sta particolarmente a cuore la scuola».

«Oggi le scuole sono dimenticate e lasciate a se stesse. Le famiglie sono obbligate a sottoscrizioni per garantire la carta igienica. Rette scolastiche pensate come un servizio imprenditoriale. Tutto questo deve cambiare.Si devono finanziare, senza ritardo, tutte le risorse di cui hanno bisogno le nostre scuole: con tempestività e trasparenza. Il diritto allo studio, all’educazione, all’istruzione non deve essere un ulteriore aggravio per le famiglie: chiediamo che la gratuità dei servizi scolastici sia una priorità del bilancio comunale».

Rispetto alla sicurezza Cascina Bene Comune sottolinea come i plessi del territorio comunale siano «ancora sprovvisti di certificazione antisismica: un tema su cui intervenire con assoluta priorità. Vogliamo rendicontazione e trasparenza: quanti interventi sono stati fatti dal Comune in questo campo? Sono state verificate le strutture? I certificati di agibilità sono stati rilasciati? Quale programma di lavori pubblici è stato incentrato sull’emergenza scolastica? Quanti finanziamenti sono stati richiesti alla Regione, quanti allo Stato, quanti all’Unione Europea? Chiediamo di adeguare le vecchie strutture delle circoscrizioni (scuole abbandonate) come sale di lettura (con servizi internet, PC) per incoraggiare forme di autogestione e autorganizzazione, così da rispondere ai bisogni formativi delle fasce di popolazione che soffrono il gap informatico spesso responsabile di un pericoloso divario tra chi ha facilità di accesso e chi invece ne è precluso. Chiediamo di rilanciare le iniziative che promuovono la capillarità del servizio scolastico sul territorio: per esempio il progetto pedibus che consente di raggiungere le scuole a piedi in sicurezza». —

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