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Pontedera

L’omaggio 

«Alberto nostro», la prima canzone dedicata a Sordi

Lorenzo Lazzerini
«Alberto nostro», la prima canzone dedicata a Sordi

Il progetto lega la capitale romana e il celebre attore alla nostra provincia con Samuele Socci e Filippo Bianchi

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CASCINA

Dall'ammirazione per un'icona del cinema italiano e da un incontro fortunato nasce “Alberto nostro”, la prima canzone dedicata ad Alberto Sordi. Chiunque avrebbe scommesso su un brano realizzato da un cantante romano per questo inedito. Invece “Alberto nostro” nasce in provincia di Pisa, grazie alla voce di Samuele Socci, cantautore di Cascina (oggi residente a Bientina) con una carriera trentennale alle spalle, che ha dato vita alla canzone dedicata al re della commedia italiana. «Un lavoro che mi ha appassionato» racconta Socci. «Le riprese di ”Alberto nostro” sono state girate a Roma, a Trastevere, proprio nelle strade care ad Alberto, ma questa canzone ha un legame profondo con il nostro territorio. Oltre alla mia voce si vede la mano del giovane Filippo Bianchi, 22enne di Montopoli che ha curato la produzione e l'arrangiamento». Il pezzo nasce come integrazione musicale del libro “Alberto Sordi segreto” (Rubbettino Editore), scritto da Igor Righetti, cugino di primo grado del grande attore, di cui si raccontano curiosità e aneddoti. Una storia che ha completamente travolto Socci. «Conosco Righetti dal 1998, e tre anni fa ci siamo incontrati a Firenze, dove mi ha proposto di avviare questo progetto. L'idea mi ha entusiasmato e mi ha dato un nuovo stimolo per riavvicinarmi quotidianamente alla musica, che affianco alla mia attività di guida turistica professionale, e siamo riusciti a pubblicare libro e cd proprio nell'anno del centenario della nascita di Sordi». “Alberto nostro” racconta la vita del grande attore romano partendo proprio dalle sue origini. «Ci sono molte curiosità, come ad esempio la storia dei suoi 18 cani e la tanta beneficenza che ha fatto senza farsi pubblicità». Il brano si snoda con un ipotetico dialogo tra Socci e Sordi stesso, interpretato da suo cugino Righetti, che ripropone in romanesco alcune celebri battute ed esclamazioni del suo familiare più illustre, oltre ai personaggi più famosi dei suoi film. La musica di Socci e l'arrangiamento di Bianchi fanno il resto. «Lo abbiamo chiamato “Alberto nostro” perché ci sembrava il modo più affettuoso per rendergli omaggio, e poi a lui non piaceva essere soprannominato “Albertone”». Lo stile è quello dell'inconfondibile stornello romano «il canto popolare che più lo rappresenta e con cui si divertiva tanto».

Lorenzo Lazzerini



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