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Il no del Biodistretto alla nuova discarica di Chianni: "A rischio 200 aziende"

Alessandro Bientinesi
Il no del Biodistretto alla nuova discarica di Chianni: "A rischio 200 aziende"

Primo appuntamento organizzato dall’attivissimo comitato capace di unire in poco tempo oltre 60 imprenditori e cittadini

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Peccioli. Più di 60 tra imprenditori della Valdera e cittadini hanno partecipato ieri alla tavola rotonda organizzata dal comitato del nascente Biodistretto Valdera a Peccioli. A ospitare l’evento l’azienda agricola biologica Floriddia. Massiccia anche la partecipazione e gli interventi della politica, anche sulla scia del tema al centro del primo dei tre appuntamenti organizzati: salute e ambiente. Un tema che ha portato la discussione anche sul problema della Grillaia. Da molti degli imprenditori presenti - che tanto hanno investito in questi anni - giudicata come una minaccia alla nascita di questo percorso condiviso. Non a caso fuori dalla sala conferenze sono stati stesi due striscioni contro la riapertura della discarica di Chianni.

«Il Biodistretto è una delle soluzioni sulle quali investire, anche con bandi e finanziamenti europei per il settore agricolo – ha detto Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale toscano –. I mesi di emergenza sanitaria legati al coronavirus ci hanno imposto uno sguardo diverso sull’ambiente e sul futuro. E questo va in direzione della difesa del suolo. La Grillaia? In futuro, e questo vale a livello regionale e non solo per Chianni, si deve puntare a un piano che possa prevedere di superare il concetto di rifiuto. Serve una dimensione circolare, per i Comuni i rifiuti devono diventare prodotti, non problema ma opportunità».

Gli imprenditori, però, chiedono quale possa essere per la Grillaia la soluzione alternativa all’amianto. Anche perché quella del Biodistretto, in Valdera, è un’opportunità potenziale per 200 aziende. Con una superficie media coltivata a biologico superiore a quella nazionale. A Volterra, Peccioli e Palaia raggiunge addirittura percentuali del 50%.

«Siamo di fronte ad aziende del territorio che si stanno unendo per valorizzare le nostre eccellenze: è una soddisfazione vederle unite per promuovere un modo di fare agricoltura diverso – ha detto il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini –. Personalmente ho invitato Giani a Chianni per fare campagna elettorale e parlare del tema. La soluzione è complessa, ma il primo punto da ottenere è riuscire a trasformare il sito da privato a pubblico». Una soluzione chiesta anche da Legambiente Valdera, presente con Nedo Ricci che ha auspicato «una soluzione a rifiuti zero per la Grillaia», stimolando la Regione Toscana e i Comuni a incentivare i giovani a creare aziende agricole e a semplificare la burocrazia e i costi di avvio delle attività. «Il percorso per arrivare all’obiettivo del Biodistretto è lungo, come azienda abbiamo l’esperienza del distretto rurale della Valdicecina – ha detto in apertura uno dei padroni di casa, Rosario Floriddia –. In Toscana c’era l’idea di creare una bio Regione. La politica deve aiutare, ma la strada da seguire è quella che la natura ci indica, non ci sono alternative».

Tra gli interventi dei politici locali anche quelli del sindaco di Lajatico, Alessio Barbafieri, che ha raccontato dell’esperienza del suo Comune con turismo agricolo legato a quello culturale. Una prospettiva che non si può sposare con una discarica nella quale conferire 270mila metri cubi di amianto. Al convegno presenti anche la vicesindaca di Palaia Alessia Lorenzetti, e l’assessore del Comune di Ponsacco Francesco Vanni, oltre all’assessore all’ambiente del Comune di Volterra Davide Bettini.

Tra gli interventi c’è stato anche quello di Alessandra Nardini, consigliera regionale. «La Valdera è un territorio a vocazione turistica e agricola, per questo dobbiamo gestire un problema mai risolto in passato come quello della discarica Grillaia – ha detto –. Serve una soluzione sostenibile dal punto di vista economico. Certo è che la Valdera e la provincia di Pisa in generale hanno già dato molto in tema di gestione rifiuti». Pieno sostegno al biodistretto anche dal presidente di Cia Pisa, Stefano Berti. Ambizioso il programma della candidata del M5S alla presidenza toscana Irene Galletti. «I biodistretti devono acquisire un ruolo sempre più importante per la Regione – ha detto –. L’obiettivo è di avere una Toscana al 100% bio entro il 2035. Non è utopia, in altri paesi è già realtà».

La giornata organizzata a Peccioli è proseguita con il pranzo offerto dalle aziende del territorio. Ingredienti forniti da Floriddia e I Moricci di Peccioli, l’Avvenire e Cuore di Terra di Terricciola, Biocolombini e Meazzini di Crespina, Castrogiovanni di Villamagna. Accompagnati dai vini delle aziende Spazzavento di Ponsacco, Castelvecchio di Terricciola, Tenuta di Ghizzano di Peccioli e Terre del Vino di Chianni.

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