Il Tirreno

Pontedera

l’uomo della continuità 

Il diggì Giovannini è già pronto «Punteremo ancora sui giovani»

P.M.
Il diggì Giovannini è già pronto «Punteremo ancora sui giovani»

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In disparte, ma sempre presente. Il direttore Paolo Giovannini non si prende il palcoscenico, anche se ne avrebbe tutti i meriti. Nel mezzo della tempesta, insieme al sindaco Matteo Franconi, Giovannini è stato un punto di riferimento per tutta la città e la tifoseria. E, nel futuro, continuerà ad esserlo. «Abbiamo vissuto giorni difficili, non c’è dubbio – spiega – durante il lockdown avevo già dato disponibilità anche alla vecchia proprietà di rimanere un altro anno a Pontedera, ma poi si è creato un po’ di caos». Anche in quel momento delicato, però, Giovannini non è venuto meno al suo impegno. «Il lavoro fatto sin qui durante tutti questi anni non poteva andare disperso – continua – il calcio che si fa a Pontedera è il calcio che piace a me: quando a settembre prendi un giocatore e a maggio lo vedi cresciuto e migliorato, vale molto di più dello stipendio».

Quindi, anche per la prossima stagione, a scrivere il progetto tecnico dei granata ci sarà il direttore. «Sviluppare un progetto sportivo è ciò che mi soddisfa di più – afferma – ovviamente, dobbiamo garantire continuità alla società, non facendo il passo più lungo della gamba: i presupposti per la stagione sportiva si creano attraverso un bilancio sano». Rispetto a quanto visto negli ultimi anni, non dovrebbe cambiare molto nella costruzione della rosa granata. «Il percorso che porteremo avanti sarà quello che abbiamo fatto sino a oggi – conclude Giovannini – vogliamo valorizzare i giovani calciatori per portarli ad essere talenti riconosciuti: non credo abbia senso interrompere un progetto che sta andando bene». Sul calciomercato, dunque, il Pontedera non dovrebbe mettere in campo strategie così diverse rispetto al passato. Resta da capire soltanto se la prossima stagione sarà davvero l’ultima per Giovannini. L’intenzione del sindaco Franconi di proseguire il rapporto per altri tre anni presupponeva il rapido ingresso in società da parte di investitori e nuovi soci. Le condizioni, ora, ci sono. Nelle prossime settimane ci potrebbero essere novità: adesso serve pensare al campo. —

P.M.

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