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Ragazzi divisi in gruppi e didattica tradizionale per quattro giorni

marco sabia

Ecco il piano dell’istituto Cattaneo per il ritorno in classe  Nel resto della settimana le lezioni saranno a distanza

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SAN MINIATO

Sicuramente dirigenti scolastici, docenti e personale scolastico in genere da mesi si domandano come fare per ripartire a settembre quando - salvo nuove emergenze - le lezioni ricominceranno in presenza e non più a distanza. I dubbi sono mille, dalla gestione degli spazi in poi. Eppure, anche se la missione è decisamente impegnativa, è fondamentale provarci per arrivare pronti all’esame settembrino.

Una serie di proposte viene ad esempio dall’istituto superiore Cattaneo di San Miniato, che conta oltre 800 studenti suddivisi in una quarantina di aule fra sede principale e succursale. Domani alle 18,30 e sabato alle 11 il dirigente Alessandro Frosini incontrerà i genitori - una parte direttamente, un’altra in videoconferenza - per illustrare le idee che sono al vaglio in vista della ripartenza.

Si parte dalle classi, che potrebbero essere divise per gruppi di apprendimento. «Penso alle classi più numerose – spiega il preside – che potrebbero essere di volta in volta divise per seguire una lezione o un’altra, così da gestire al meglio di spazi». Ma la novità forse più importante è un’altra, come organizzare il monte ore settimanale: «Abbiamo pensato a 4 giorni di didattica tradizionale a scuola e a due di didattica extrascolastica (ad esempio in biblioteca) o a distanza. Le lezioni in videoconferenza non sarebbero più sostitutive ma integrative. Dobbiamo ragionare non tanto per spazi fisici ma per gruppi di apprendimento: questo non vuol dire creare delle semiclassi sempre uguali, perché non siamo ad organizzare dei turni di lavoro».

Le ore diventeranno di 50 minuti, sfruttando al massimo l’apporto del personale docente: «Con questo sistema il 70% del tempo scuola sarà strutturato in gruppi di apprendimento. D’altronde è nel nostro spirito cercare di innovare: la didattica sarà più flessibile e anche se è modello complesso è l’unico modo di far fronte all’emergenza».

Per fare un esempio: se c’è un’ora di matematica, non è detto che l’intera classe si occupi di questa materia; gli alunni potrebbero essere divisi per gruppi di interesse, magari di potenziamento o di recupero. Il sistema del 4+2 è stato scelto perché permette comunque a tutti gli studenti di usufruire della scuola, seppur non più a tempo pieno.

Senza dimenticare che la scuola è al lavoro parallelamente anche per un’altra battaglia: quella del recupero dei vecchi “debiti”, cioè delle insufficienze di chi comunque è stato promosso. «Vogliamo farci trovare pronti – aggiunge Frosini – già per il 2 settembre e anche lì abbiamo delle idee su come iniziare questo recupero. Sarà una sorta di “terapia d’urto” per permettere ai ragazzi di recuperare poi col passare dei mesi».

Nel decidere questo, comunque, è fondamentale l’apporto delle famiglie: «I due incontri coi rappresentanti di classe vanno proprio in questo senso; con loro abbiamo stretto un patto già in fase di didattica a distanza, presenteremo le nostre idee ma siamo pronti a recepire anche preziosi suggerimenti». —

marco sabia

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