Sicurezza
Rapina studente, poi chiede il riscatto: in cella
Le minacce con bottiglia rotta e coltello per prendere lo zaino. Ma la vittima avverte i carabinieri e all’incontro lo arrestano
PONTEDERA. Non studia, non lavora. È cresciuto e vive in una famiglia perbene. Nessun precedente, neanche una denuncia.Un nome sconosciuto alle forze dell’ordine. Fino a venerdì sera quando si è fatto conoscere finendo in carcere con accuse gravi: rapina aggravata ed estorsione.
È un giovane di 19 anni, dominicano, residente a Pontedera, il protagonista di una storia avvenuta in due tempi, entrambi ambientati in zona stazione.Il 19enne conosce di vista uno studente pontederese di 20 anni. Lo avvicina e minacciandolo con una bottiglia rotta e poi con un coltello si fa consegnare lo zaino. Dentro ci sono gli effetti personali dello studente, compreso il cellulare.Passa qualche ora e il rapinato viene contattato su Instagram dal rapinatore: «Se rivuoi lo zaino mi devi dare 50 euro».Una sequenza da manuale di quello che in gergo è il "cavallo di ritorno". Di solito viene fatto per i furti di auto, moto o telefonini. Stavolta la variante della rapina introdotta nell’episodio aggrava la posizione del dominicano.Ricevuta la proposta, il 20enne finge di accettare. Poi, consultandosi con i genitori, si presenta alla caserma dei carabinieri. Nessun problema. I militari informano il magistrato di turno, Flavia Alemi e e concordano la trappola. L’appuntamento è in zona stazione. Il dominicano si presenta verso le sette e mezzo di sera. Con sé ha lo zaino rapinato qualche ora prima. Si incontra con lo studente e in strada avviene lo scambio: 50 euro passano di mano e lo zaino torna nella disponibilità del 20enne. Una scena a cui assistono i carabinieri appostati a pochi metri. E dopo la rapina arriva la flagranza di reato dell’estorsione. Arresto immediato e trasferimento al Don Bosco.
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