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Tutti pazzi per i campi di lavanda a Santa Luce: sono l’attrazione dell’estate

Tutti pazzi per i campi di lavanda a Santa Luce: sono l’attrazione dell’estate

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SANTA LUCE

Il colore viola pallido richiama alla mente i profumi di Provenza, ma non siamo in Francia. Questa è l’enclave toscana delle essenze: siamo alla Pieve di Santa Luce, a pochi chilometri dal monastero buddista di Pomaia e dal lago riserva Lipu, un tiro di schioppo dall’autostrada. Ma qui il cemento lascia spazio alla fantasia. Sono i campi di lavanda, poco meno di venti ettari, dell’azienda Flora. Che nel 2019 ha festeggiato i 30 di attività - produce profumi, essenze, prodotti naturali per l’igiene e la cura del corpo - ma quest’estate ha fatto il boom, diventando l’attrazione post Covid. Migliaia di persone hanno visitato e camminato nei campi di lavanda dalla metà di giugno. Incontri informali, festival, visite guidate, di giorno e in notturna: tutti pazzi per la lavanda. Ne ha parlato anche Rai 1, con una diretta della trasmissione condotta da Anna Falchi, “C’è tempo per...” che ha intervistato i protagonisti del progetto biolavanda, i titolari dell’azienda Flora: Sonia De Angelis e Rosario Rizzi.

Il progetto bio-lavanda

Tutto è nato 5 anni fa, quando la Flora ha proposto il progetto Pif, per una produzione biologica di piante officinali aromatiche che valorizzino il territorio. Un progetto sperimentale, finanziato dall’Unione europea all’interno dei fondi di sviluppo rurale regionale, con l’obiettivo di creare una valle dei profumi. La progettazione di un campo sperimentale alla Pieve di Santa Luce è stato il primo passo per poter attuare le tecniche agronomiche più utili e adatte per le coltivazioni di lavanda, lavandino, timo e origano. Il progetto ha lo scopo di contribuire alla valorizzazione delle Valli delle Colline Pisane di Santa Luce e dei comuni limitrofi, per uno sviluppo locale sostenibile (economico, ambientale, sociale e culturale). Il progetto coinvolge diverse aziende agricole della zona, l’Università di Pisa e Coldiretti. «Era un sogno che accarezzavo da tempo - dice Sonia De Angelis - ma qui avevano sempre fatto grano, finalmente 5 anni fa qualcosa si è mosso, e abbiamo dato vita al progetto».

17 ettari colorati

Una coltivazione di circa 17 ettari, che solo l’anno scorso ha cominciato a dare i suoi frutti, con la fioritura. Ed è cominciato l’assalto alla valle dei profumi. Che è culminato quest’anno. «L’accesso è libero - dice De Angelis - anche se purtroppo non tutti i visitatori sono civili e danneggiano le produzioni. Organizziamo anche visite guidate, dai campi all’azienda dove avviene la distillazione dell’essenza». Flora ha coltivazioni di varie fioriture (tante di rose) in diverse parti d’Italia: in tutto 600 ettari.

Il contest fotografico

È stato lanciato anche un contest fotografico: basta inviare una o più foto dei campi di lavanda entro il 5 luglio. Le prime 3 classificate (a votare sarà il pubblico) vincono premi in prodotti Flora all'olio essenziale di lavanda. Questo il link per iscriversi: https: //bit.ly/31yb0fy.

Il ritorno turistico

Ma se la bellezza dei campi di lavanda è la prima cosa che balza agli occhi, l’aspetto economico non è secondario. Il turismo in particolare ne ha avuto un grande beneficio. Dice Luca Cantini, titolare dell’albergo La Gozzetta della Pieve: «L’attrazione per la lavanda ha battuto la paura del Covid: in questi giorni ho ricevuto decine di chiamate e prenotazioni, da diverse parti d’Italia. E tutti mi chiedono se sono vicino ai campi di lavanda... duecento metri. Ho fatto il pieno per l’estate». —

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