Il Tirreno

Pontedera

la sfida 

Matteo scommette su Mia, una nuova birra “pontederese”

Pietro Mattonai
Matteo scommette su Mia, una nuova birra “pontederese”

Al debutto il nuovo brand che punta su materie prime di qualità a chilometri zero: «È un sogno che si realizza, ho lavorato al progetto per un anno e mezzo»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Una sfida che, di questi tempi, potrebbe spaventare anche il più navigato venditore. Dopo mesi di lockdown, con le attività che stentano a riprendere i ritmi antecedenti all’emergenza sanitaria, a Pontedera c’è chi ha deciso di darsi una possibilità e di buttarsi. Matteo Lupi, trentenne pontederese, di fronte all’opportunità di produrre la birra da lui ideata, non si è voluto tirare indietro. «Ci vogliamo mettere a testa bassa su questo progetto, era da tanto che volevo creare questo brand: alla base c’è solo la passione».

MIA. Che il progetto di Matteo sia pura passione lo si intuisce già dal nome che ha dato al brand: Mia. Non c’è solo senso di appartenenza, ma anche un po’ della sua vita privata. «Il nome deriva da quello del mio alano – spiega – infatti, nel logo che abbiamo scelto, sono rappresentate due teste di alano». In realtà, il nome completo del brand è Mia Birrificio Artigianale Toscano, che rappresenta bene non solo il prodotto, ma anche il concetto dal quale è nata la birra di Matteo. «L’idea è quella di puntare molto sulla qualità – continua – vogliamo fornire il nostro prodotto a posti dove viene fatto un certo tipo di cucina, che sia ricercato». Le intenzioni, insomma, non mancano.

LAVORO E IMPEGNO . Alle spalle di questa nuova birra, comunque, c’è il lavoro di alcuni professionisti, che hanno deciso di sposare la proposta di Matteo. «Mi sono appoggiato ad un birrificio di Montecarlo in provincia di Lucca – commenta – si tratta di ragazzi giovani con i quali ho trovato subito una grande sintonia: come me, anche loro puntano molto a produrre una birra a chilometro zero, con i prodotti del territorio e materie prime di qualità». Ma non solo: l’idea di Matteo viene da lontano. «È da quasi un anno e mezzo che sto riflettendo su questo progetto – prosegue – prima di dare inizio alla produzione ho voluto trovare la giusta formula». Adesso, con il birrificio di Montecarlo, il sogno è diventato realtà. «Ho parlato con tanti birrifici, ma non tutti erano in linea con il progetto che avevo in mente – dice Matteo – ho trovato quello che cercavo».

IL FUTURO. In questo nuovo percorso, Matteo non è solo. «Devo ringraziare anche Samuele Nacci, anche lui un ragazzo pontederese che si è offerto di darmi una mano per quanto riguarda l’aspetto commerciale del prodotto». Del resto, Matteo come impiego principale ha quello nella storica azienda pontederese della Lupi Games. «Il tempo per occuparmi di tutto purtroppo non è sempre molto – sorride – però, una volta che si è presentata l’occasione di realizzarla, non ci ho pensato due volte». E le difficoltà del momento, per ora, non lo spaventano. «Visto il periodo è una sfida al mondo intero – conclude – ma cerchiamo di farci conoscere». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa