Il Tirreno

Pontedera

imputato chiede rito abbreviato 

Violentata nel bagno sì a un processo rapido

P.B.

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Ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato il 23enne tunisino accusato di violenza sessuale dopo le accuse di una sedicenne, all’epoca dei fatti quattordicenne, di averla violentata nel bagno di un locale in zona stazione.

La richiesta è stata formalizzata ieri mattina dal legale dell’imputato, l’avvocato Alessandro De Ranieri al gip Giuseppe Laghezza (pm Sisto Restuccia).

La mamma della ragazzina si è costituita parte civile con l’avvocato Alberto Chiocchini.

Il processo si celebrerà a novembre a porte chiuse con il rito alternativo che prevede lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello in caso di condanna. Il fatto viene contestualizzato nel novembre 2018. Non ci sono mai state misure cautelari nei confronti dell’imputato che sostiene la consensualità dell’incontro che non viene negato, ma spiegato con la volontà anche della ragazza di avere un rapporto. Opposta la ricostruzione, almeno nella fase terminale dell’approccio, della minorenne, all’epoca di poco sopra i 14 anni. Un discrimine sostanziale per considerare ulteriore aggravanti a carico dell’imputato. Una volta nel bagno iniziano le effusioni che vanno oltre il bacio. E a quel punto l’iniziale attrazione della 14nne per il tunisino diventa rifiuto. Un no ripetuto più volte. Che ora diventa un processo. —

P.B.

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