Il Tirreno

Pontedera

il processo 

Minorenne accusa l’amico: "Mi ha costretta a fare sesso nel bagno di un locale"

Pietro Barghigiani
Le scarpette rosse sono il simbolo della lotta alla violenza sulle donne
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Le scarpette rosse sono il simbolo della lotta alla violenza sulle donne

Lei all’epoca aveva 14 anni e lui 21: la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del giovane per violenza sessuale. L’episodio risale a fine 2018

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PONTEDERA. Lui è un tunisino di 23 anni. Lei un’italiana di neanche 16. Si conoscevano da poco e quella che poteva essere una simpatia della ragazza verso l’immigrato alla fine sarebbe diventata l’occasione per il giovane di abusare di lei.

È questa l’accusa che ha portato prima gli investigatori del commissariato e poi la Procura di Pisa a mettere sotto inchiesta l’extracomunitario. Accusato di violenza sessuale, il tunisino comparirà davanti al gip Giuseppe Laghezza dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Sisto Restuccia. Difeso dall’avvocato Alessandro De Ranieri, il 23enne valuterà a breve se ricorrere a riti alternativi per definire una vicenda giudiziaria in cui, come spesso accade per storie simili, non ci sono testimoni e tutto si regge sulla credibilità dell’accusatrice.

La minorenne, tutelata come parte civile dall’avvocato Alberto Chiocchini, sostiene di essere stata costretta a subire un rapporto sessuale nel bagno di un locale nei pressi della stazione. Il fatto viene contestualizzato nel novembre 2018. Non ci sono mai state misure cautelari nei confronti dell’imputato che sostiene la consensualità dell’incontro che non viene negato, ma spiegato con la volontà anche della ragazza di avere un rapporto. Opposta la ricostruzione, almeno nella fase terminale dell’approccio, della minorenne, all’epoca di poco sopra ai 14 anni. Un discrimine sostanziale per considerare ulteriore aggravanti a carico dell’imputato. I due si conoscono da qualche giorno. Si incontrano in zona e lui la invita ad appartarsi.

La differenza età c’è, ma non si pongono questi problemi, soprattutto per la condizione di minorenne della ragazza. Una volta nel bagno iniziano le effusioni che vanno oltre il bacio. E a quel punto l’iniziale attrazione della 14nne per il tunisino diventa rifiuto. Un no ripetuto più volte. Secondo il racconto formalizzato nel corso dell’incidente probatorio, lui l’avrebbe presa per il collo e con la forza le avrebbe abbassato i pantaloni. Quello che sarebbe accaduto dopo è agli atti ed è diventato nel tempo un’accusa di violenza sessuale. Concluso il rapporto, ognuno torna alla propria vita e solo quando la ragazza si confida con alcune amiche la storia arriva all’orecchio degli investigatori del commissariato che denunciano il 23enne.

p.b.
 

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di Redazione web