Sicurezza
Rischio chiusura e licenziamenti per decine di partite Iva
Sos delle imprese a Pontedera: un’iniziativa per richiamare le attenzioni della politica sulla crisi del dopo Covid-19
PONTEDERA. In molti hanno riaperto, ma il rischio è che a settembre siano costretti a chiudere oppure a licenziare i dipendenti. I dati non sono incoraggianti. Delle attività coinvolte nel lockdown le meno svantaggiate sono state quelle alimentari. Ma poi ci sono ristoranti e bar, alberghi, gelaterie, negozi di abbigliamento, di articoli sportivi e di altre categorie commerciali che non vivono un momento facile. Le più a rischio sono le attività legate al turismo (di solito la provincia cominciava a registrare l’arrivo di stranieri già in primavera).
Dopo le iniziative di piazza, sia pure con mascherine e distanze di sicurezza, per la consegna simbolica delle chiavi di tante attività in crisi agli amministratori locali, l’associazione Apit, che rappresenta le partite Iva della Toscana, insieme ad altre associazioni di categoria, ha organizzato per il 6 luglio a Pontedera, nella cornice dei Laghi Amalia, un convegno nazionale a tutela di tutte le partite Iva, “Ricominciamo da qui”. Un pattuglione di associazioni sarà presente, da Opi, orgoglio partite Iva, a Futuro Horeca Pisa, Ristoratori Toscana, Commercianti uniti; insieme a un ricco parterre di relatori, compresi esperti del settore. Non c’è tempo da perdere: le imprese aspettano ancora i soldi, sia sotto forma di finanziamenti bancari sia di ammortizzatori sociali, la cassa integrazione è stata pagata a singhiozzo. «Vogliamo scrivere una pagina nuova nella modalità di comunicazione fra le istituzioni, le autorità, la politica e le altre associazioni di categoria – dicono gli organizzatori dell’iniziativa – per trovare unione di intenti finalizzati al rilancio economico delle nostre aziende sotto tutti i punti di vista», spiegano Raffaele Saviano e Massimo Gervasi di Apit oltre a Dino Ricci, presidente di Futuro Horeca Pisa. Sono state invitate diverse autorità politiche, e i tre candidati alla Regione Toscana, da Eugenio Giani del centrosinistra, a Susanna Ceccardi del centrodestra, a Irene Galletti dei Cinque stelle.
Saranno presenti rappresentanti del mondo imprenditoriale, delle libere professioni, della cultura e dell’economia. Scopo dell’iniziativa: fare il punto sui danni economici causati dal Covid-19 per poi fare una sintesi delle criticità da convertire in soluzioni attuabili da politica e istituzioni. «Abbiamo alcune idee per cercare di superare questa situazione – aggiunge Ricci – ma dovranno essere attuate con chi governa le città. Penso a Pisa che ancora non ha concretizzato gli aiuti (500mila euro) promessi per la Tari. Ogni giorno facciamo i conti con un calo enorme del lavoro. Pisa è senza studenti e senza turisti stranieri e nel frattempo non c’è una regia dell’offerta turistica». «Chiediamo un anno in bianco per tutte quelle che sono le scadenze fisse e di spostare i pagamenti agli anni successivi, altrimenti non ce la faremo – aggiunge Saviano, titolare del bar ristorante Rewind – senza una proroga della cassa integrazione molte attività dovranno licenziare. Vogliamo aiuti concreti: costi del lavoro e spese sono immutati». Dalle associazioni - all’incontro con la stampa era presente anche Federica Barabotti della Lega – arriva una richiesta che riguarda le restrizioni. «Se resta questa situazione sanitaria, le restrizioni possono essere anche allentate. La gente non va in giro, ha ancora paura del contagio oppure non ne ha le possibilità economiche. La politica deve spogliarsi di casacche e ideologia per condividere soluzioni con i cittadini». —
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