Sicurezza
La Cassa di risparmio di Volterra assume nonostante il bilancio in rosso
Conti in perdita nel 2019 a causa degli accantonamenti per i crediti deteriorati Il direttore: «Patrimonio solido e gestione in crescita». Ancora ingressi di giovani
VOLTERRA. Bilancio 2019 in perdita per la Cassa di risparmio di Volterra con un segno meno di 12, 5 milioni in cui sono compresi anche gli 11, 8 milioni di accantonamenti per la copertura dei crediti deteriorati che ammontano, attualmente a circa 300 milioni, dopo la cessione di 170 milioni avvenuta negli ultimi tre anni e la prevista cessione di ulteriori sofferenze per un valore di 150 milioni nei prossimi anni.
Conti ufficialmente in rosso, ma concretamente in sostanziale pareggio a livello gestionale per l’istituto di credito che ha in programma anche il proseguo del turn over a livello occupazionale: visti i prepensionamenti in vista, dei 12 lavoratori assunti tramite agenzia interinale che attualmente sono alle dipendenze della banca, otto dovrebbero raggiungere il posto fisso entro breve. E, al loro posto, dovrebbero essere inglobati, sempre col sistema del lavoro somministrato, altri giovani da formare e poi inserire col tempo nella pianta organica. E all’orizzonte c’è anche un ampliamento del numero degli sportelli, che sono 65, nelle province di Firenze e Lucca.
D’altra parte, i vertici della Cassa di risparmio di Volterra hanno in mente un progetto che dovrebbe venire alla luce nei prossimi tre mesi, come spiega il direttore del marketing, Giovanni Biegi: «Il Covid-19 ha rallentato il processo per l’individuazione di uno o più partner per rinforzare la banca. Quello che stiamo cercando è una realtà del nostro settore che non solo contribuisca dia solidità al patrimonio, ma che ci consenta di ampliare anche l’offerta dal punto di vista dei prodotti, come per esempio quelli assicurativi. La pausa di riflessione attuale, rispetto a questo percorso, riguarda proprio la valutazione dell’impatto che la recente emergenza sanitaria per il coronavirus avrà sull’economia. Ma siamo decisi ad andare avanti per salvaguardare l’autonomia del nostro istituto».
E il bilancio 2019 consente di ottenere una prospettiva incoraggiante, considerato che «i volumi e margini dell’area caratteristica sono in significativo aumento», dicono dalla Cassa, aggiungendo che «le nuove erogazioni di mutui e prestiti a piccole e medie imprese e famiglie crescono del 15% rispetto all’esercizio precedente, la raccolta diretta cresce del +2% e quella indiretta del +8%, con il risparmio gestito (fondi e riserve assicurative) che aggiorna nuovi massimi per la Cassa a 824 milioni, con un incremento su base annua del +14%. Sul fronte dei ricavi, il margine da interesse sale del +14%, le commissioni nette del +3% per un margine di intermediazione in crescita del +7% che consente di assorbire nuove importanti rettifiche di valore sui crediti deteriorati, con un risultato netto della gestione in crescita del +8%; in calo del 1% i costi operativi.
«L’esercizio 2019 rappresenta un’ulteriore tappa del processo di derisking avviato dalla Cassa e manifesta anche i risultati significativi delle attività di rilancio dei ricavi e di ottimizzazione dei costi messe in atto, con importanti crescite sia del margine da interessi che dalle commissioni nette e una contrazione dei costi operativi – dice il direttore generale, Stefano Picciolini – La Cassa si conferma banca territoriale di riferimento delle famiglie e delle piccole e medie imprese, grazie ad un modello di consulenza per la soddisfazione dei reali bisogni della clientela, modello che è valso l’ottenimento di numerosi riconoscimenti dal mercato nel 2019, primo tra tutti il premio Abi per l’innovazione per i clienti corporate, la banca per le imprese per il prestito Summer Start Plus destinato alle aziende turistiche». —
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