Sicurezza
La Sanser festeggia i 45 anni producendo mascherine e tute
Nello stabilimento in via Caponi a San Miniato l’attività non si è mai fermata: la produzione è passata dall’alta moda alla sanità. Festa di compleanno con Giani, Giglioli e Mazzeo
San Miniato. Quarantacinque anni di attività festeggiati in una maniera che nessuno avrebbe immaginato. E cioè appena usciti da un lockdown e con un’azienda che invece di produrre capi di alta moda si è riconvertita a mascherine e tute monouso nel pieno dell’emergenza e nel giro di pochi giorni: protagonista la Sanser di San Miniato, fondata da Luigi Sereni e dalla moglie Paola Santarnecchi nel 1975 (e adesso gestita dalla seconda generazione, cioè i figli Marco e Denise).
L’azienda lo scorso novembre aveva aperto il nuovo stabilimento in via Ammadio Caponi, programmando un’inaugurazione in grande stile che non c’è mai stata perché nel frattempo è sopraggiunta la pandemia. Ma la Sanser non è rimasta ferma: dalla moda Made in Italy a mascherine e tute monouso, sempre realizzate in loco, perché in quel momento non servivano certo abiti di alto livello bensì dispositivi molto meno costosi ma molto più importanti per la salute collettiva. Si tenga conto che la Sanser (fusione dei cognomi Santarnecchi e Sereni) ha prodotto qualcosa come 700 mila fra mascherine e tute, riconosciute anche dall’Istituto superiore di Sanità. Senza dimenticare che una parte sono state donate, in particolare alle istituzioni locali e alle case di riposo (i luoghi più a rischio).
«Abbiamo voluto dare una mano con quello che avevamo – ha raccontato Marco Sereni – e ne siamo orgogliosi. I nostri dipendenti hanno subito risposto sì e si sono adattati al nuovo modo di lavorare, facendo ciò che serviva fare. Questa esperienza ci lascerà un’abilità che non sapevamo di avere. Speriamo tutti di no ma se dovesse succedere di nuovo siamo pronti a dare il nostro contributo. Nei prossimi mesi capiremo quale sarà l’evoluzione della nostra azienda, che mantiene chiaramente la sua vocazione originaria».
Tutto questo è stato possibile anche grazie all’elasticità delle maestranze, che hanno mostrato una capacità di adattamento rara. L’azienda ha ricevuto i complimenti anche del sindaco Simone Giglioli: «Hanno dimostrato una grande capacità di riconversione. Ricordo bene i primi giorni, quando le mascherine non si trovavano. Poter contare su una realtà del genere ci ha dato una grossa mano».
Il sindaco ha poi consegnato ai fondatori e ai figli una serie di omaggi da parte dell’amministrazione. Presente – oltre al consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo – anche il candidato alle regionali Eugenio Giani, nativo di San Miniato, che ha rimarcato l’importanza della creatività e della laboriosità toscana visitando la linea produttiva della Sanser. –
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