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Riparte la chirurgia in 3D Ma la Fondazione CrV chiede la terapia intensiva
VOLTERRA
Riparte la chirurgia vertebrale in 3D all’ospedale di Volterra. Lo annuncia la Fondazione Cassa di risparmio di Volterra che parla di «rilancio del Santa Maria Maddalena con priorità per la terapia intensiva» per l’ente presieduto da Roberto Pepi. La camera operatoria per la chirurgia vertebrale navigata computer assistita, quindi, ha ripreso la sua attività. «Una bella notizia, che mi riempie di soddisfazione – dice Pepi –. Il macchinario fu acquistato grazie alla Cassa di risparmio di Volterra e alla Fondazione CrV, e dopo anni di egregio lavoro col dottor Giuseppe Calvosa, rischiava di diventare obsoleto».
Era l’ottobre del 2013 e la camera operatoria venne inaugurata alla presenza del ministro Maria Chiara Carrozza. Da allora tante operazioni, poi l’interruzione con la preziosa strumentazione inutilizzata. «Grazie alle capacità dei dottori Matteo Galgani e Stefano Vallini e alla disponibilità del dottor Franco Carnesecchi, è stata possibile questa ripartenza – continua Pepi –. Però sono solo due gli ortopedici all’attivo in questo momento, quindi è urgente un adeguamento dell’organico per far funzionare al meglio l’intera specializzazione».
Sul fronte dei posti letto, il presidente Pepi si dice «confortato dal fatto che non scenderanno sotto la soglia dei cinquanta, ma ciò non è affatto un punto di arrivo, bensì di partenza. Dobbiamo essere ambiziosi sull’ospedale, senza accontentarci né abbassare la guardia, non possiamo dimenticare le tante specializzazioni che anno dopo anno sono state sottratte o smembrate, specializzazioni che sarà bene iniziare a considerare necessarie a questo territorio. Quindi, a dispetto delle mutilazioni, privazioni e umiliazioni che il presidio ha subìto nel corso del tempo, è arrivato il momento di coltivare l’ambizione per il complesso della sanità che Volterra può e deve esprimere».
E poi c’è la vicenda dei posti letto di terapia intensiva. «Da mesi la Fondazione è impegnata con Auxilium Vitae affinché la rianimazione diventi una realtà per l’ospedale di Volterra – aggiunge Pepi –. Non possiamo e non vogliamo accontentarci di surrogati come la sub-intensiva. I mesi passati hanno dimostrato che quando arrivano queste pandemie se non c’è la rianimazione è un grosso problema. Abbiamo portato avanti un progetto di elevata valenza con relativo impegno finanziario per l’attivazione di posti letto di terapia intensiva e siamo disponibili a fare la nostra parte. Non è un’utopia, basta che l’ospedale collabori in sinergia con l’Auxilium Vitae. Questo è un obiettivo non solo auspicabile, ma fattibile scritto nero su bianco nel nostro progetto, che, inoltrato da settimane all’Asl, aspetta ancora una risposta». —
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