Gioco
Il saluto del luogotenente dei carabinieri, Nicolò Stella: "Io, per 37 anni a Pontedera. E pensare che volevo andare a Orbetello..."
In municipio, tra aneddoti e commozione, per il pensionamento del noto militare dell'Arma
PONTEDERA. Spesso si dicono più cose con un silenzio che con decine di parole. Di questo il luogotenente dei carabinieri Nicolò Stella, da quasi 40 anni comandante della stazione dell’Arma di Pontedera, ne è orgogliosamente convinto. Tant’è che si potrebbero raccontare mille aneddoti su come in questi lunghi anni di permanenza nella città della Piaggio ha saputo stare in mezzo alla gente, senza essere uomo di tante parole.
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Un personaggio, per alcuni. Una vera istituzione nell’Arma per altri. Sicuramente la memoria storica della città, il sottufficiale con la più lunga permanenza nello stesso comando. A chi gli faceva perdere la pazienza, chissà quante volte avrà ricordato, con audace ironia, che Pontedera ha cinque forze di polizia: carabinieri, polizia di Stato, polizia municipale, guardia di finanza e... il maresciallo Stella. «Sono arrivato il 1° maggio 1983 – ha detto con un po’ di commozione, durante l’incontro che il Comune ha organizzato – e da allora sono sempre rimasto qui, cercando di mettermi a disposizione. Sono uscito dalla scuola e dopo un breve servizio avevo chiesto di essere assegnato a Orbetello, mi mandarono a Pontedera. Protestai e il comandante di Legione mi rispose. “Vai a Pontedera e ci resterai per tutta la vita”, effettivamente è andata così... Volevo andarmene in punta di piedi, così non è stato e adesso vi ringrazio». Per lo storico comandante, con la passione della bicicletta, per tutti il “maresciallo” anche quando è diventato luogotenente, è arrivato il giorno della pensione. Una pagina tutta da scrivere. L’incipit lo suggerisce l’affetto delle persone che si sono date appuntamento a Palazzo Stefanelli. Le distanze di sicurezza non hanno impedito all’emozione di fare capolino dietro le mascherine, mentre ex sindaci e amministratori ricordavano pezzi di vita. «Una volta si è finto me, quando ero sindaco, per fare scendere una persona dal tetto che minacciava il suicidio. Mi chiese: posso farlo? C’è sempre stata la massima collaborazione e fiducia», è il ricordo del l’ex sindaco Simone Millozzi, tornato nella sala del consiglio dopo più di un anno.
Un’occasione di festa: insieme al sindaco Matteo Franconi c'erano gli ultimi due sindaci, Simone Millozzi e Paolo Marconcini e il vice Renzo Bartoli, e il vicesindaco di Enrico Rossi, Luca Cherici. La presidente del consiglio Angela Pirri e il vicesindaco Alessandro Puccinelli, amico di Stella, hanno aperto l’incontro. Presenti il comandante della compagnia di Pontedera, Carmine Gesualdo, e il suo predecessore Michele Cataneo, l'ex comandante della Municipale Giuseppe Mannucci. A strappare un sorriso sull’onda dei ricordi, ci ha pensato il viceparroco del duomo Massimiliano Garibaldi: lui ha invitato il maresciallo a continuare a seguire i giovani in parrocchia: «Venga a fare del volontariato». Tra i presenti don Angelo Cuter, e Calogero Pace, poliziotto in pensione, rappresentanti delle forze dell’ordine, l'intera famiglia Stella, moglie, figli e nipoti, l'Anc, il Cota, i consigliere Matteo Bagnoli (FdI) e Michela Crespina (Lega). «Nonostante qualcuno dica che ha un carattere burbero per me non è così – ha aggiunto il dirigente del commissariato, Luigi Fezza – Stella è sempre stato il punto fermo, ho trovato sempre la massima disponibilità». Dopo la targa di ringraziamento che il sindaco Franconi gli ha consegnato, per essersi distinto per serietà, dedizione e capacità di ascoltare la città e i cittadini - è scattato il momento delle foto per l’album dei ricordi.
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