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Operaio di 37 anni muore dopo la caduta dal capannone

Pietro Barghigiani e Andreas Quirici
Operaio di 37 anni muore dopo la caduta dal capannone

La vittima stava sistemando una rete contro i piccioni a un’altezza di 8 metri. Aveva 37 anni: lascia moglie e due figlie

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POMARANCE. Un piede appoggiato dove non avrebbe dovuto. Sotto non c’era una copertura solida.

C’era del lamierino che non ha retto al peso. Inutile aggrapparsi ai bordi della copertura sfregiata in un mulinare di braccia disperato. La conseguenza istantanea di quel passo ritenuto sicuro ma in realtà letale è stato un volo di almeno otto metri.

Un tonfo a terra in una sequenza di pochi attimi che gli ha provocato un fortissimo trauma cranico e un’emorragia interna.

È durata qualche ora la lotta per la vita di Giuliano Celletti. L’incidente è avvenuto poco prima delle 13. La constatazione della morte da parte dei medici di Cisanello è arrivata nel pomeriggio. Una tragedia sul lavoro che priva una famiglia di un marito e di un padre.

Era sposato con Valentina Ciampa, coetanea, e aveva due figlie piccole, l’operaio della Biosecamm, originario di Pomarance, ma residente a Cascina, comune di cui è originaria la moglie.

La Biosecamm è un’azienda che gestisce oltre 2000 ettari di terreno, dove coltiva in biologico cereal e foraggere. Di recente l’acquisizione di un frantoio per extravergine d’oliva. In un capannone vicino alla fattoria di Libbiano, nell’omonima località, Celletti era salito sul tetto per sistemare una rete anti piccioni. Un lavoro che un operaio esperto di agricoltura e manutenzione come lui sapeva di poter fare con attenzione, ma senza pericoli. Bastava mettere i piedi nei punti giusti. Quel lamierino lo ha tradito. Non ha capito, né forse aveva neanche percepito quale inganno fatale nascondeva la porzione di copertura su cui è franato.

Un volo accompagnato da un urlo che ha richiamato i primi soccorritori. Non ha perso conoscenza Giuliano. Immobile sul pavimento del capannone ha atteso l’arrivo dell’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118. Le condizioni hanno indotto il medico a chiedere l’intervento dell’elisoccorso. Celletti aveva traumi interni e soprattutto alla testa con una forte commozione cerebrale. Il trasferimento a Cisanello ha prolungato di alcune ore la sopravvivenza del padre di famiglia. Poi nel pomeriggio i medici hanno dovuto arrendersi.

Nell’area dell’infortunio sul lavoro sono arrivati gli ispettori dell’Asl e i carabinieri per una prima riconignizione sulla dinamica dell’incidente mortale a livello di sicurezza.

Maurizio Senigagliesi fa parte della famiglia proprietaria della fattoria di Libbiano e della Biosecamm. «Giuliano era mio cugino – racconta al Tirreno l’imprenditore agricolo –. L’ho visto crescere. Non riesco a dire niente, sono distrutto». —

PIETRO BARGHIGIANI

ANDREAS QUIRICI

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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