Gioco
Il teatro Bellotti Bon in totale abbandono «Così è pericoloso»
La denuncia pubblica di “Cascina Bene Comune” «Il progetto di recupero c’è ma non si vogliono chiedere i soldi alla Regione»
(Foto di Daniel Santucci e Davide Pardini)
CASCINA. Troppe promesse e pochi fatti. E così quello che viene, e a buon diritto, definito come un piccolo gioiello architettonico, resta (per ora) condannato al degrado. Si tratta del teatro Bellotti Bon di Cascina che torna a far discutere a seguito della denuncia di “Cascina Bene Comune”. Il Comune è proprietario del teatro dal 2003. «Difficile giudicare quella scelta – afferma Franco Allegretti di “Cascina Bene Comune” –. Si acquista un bene particolare e non si hanno le risorse per il restauro. O non si cercano. O non sono stati in grado di ottenerle. Il risultato è l'abbandono ed il degrado».
«Nel 2009 l'amministrazione approva un protocollo di intesa finalizzato alla realizzazione di un piano attuativo di iniziativa pubblico-privata – prosegue Allegretti –. Dizione inquietante che molto probabilmente prefigurava la demolizione dell'Apollo per nuovi insediamenti residenziali. È addirittura sorprendente che il Comune lo metta poi negli immobili da alienare. Ma più sorprendente è la giunta Ceccardi che con specifica delibera nel marzo 2018 si accorge della necessità del recupero di un immobile soggetto al vincolo monumentale». Il caso, ricorda Allegretti, finisce in Parlamento con una interrogazione e nel frattempo la giunta «incarica un ingegnere per il progetto di restauro di un bene soggetto a vincolo monumentale. E riesce a trovare 170.000 per un intervento di messa in sicurezza solo nel 2020 e cioè dopo ben quattro anni di amministrazione leghista». «Le condizioni – prosegue Allegretti – sono così peggiorate che oggi è pericoloso anche entrarvi. La giunta in questo sforzo all'ultimo miglio dalla data delle elezioni si accorge che quel “prioritario interesse dell'ente comunale” non è poi così tanto prioritario, non avendo trovato i soldi per il restauro e per un intervento tampone che non risolve nulla. Eppure esiste un progetto di restauro del teatro elaborato e consegnato al Comune con parere favorevole della Soprintendenza di un maestro come Pierluigi Cervellati. Un progetto con una firma di tale autorevolezza che avrebbe aperto diverse porte, in primis quella della Regione. Ma è proprio qui il punto. La Lega piuttosto che rivolgersi alla Regione per ovvi motivi di antipatia, si rivolge al ministero. Cascina paga e pagherà proprio questa auto-referenzialità». —
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