Attenzione
Ex assessore e vecchio sindaco difendono Brogi da Giambra
Ponsacco: Turini e Cicarelli in aula raccontano il clima politico delle amministrative 2014 e spiegano il contesto in cui la prima cittadina ricordò i guai dell’imprenditore
PONSACCO. Uno, Emanuele Turini, era un consigliere comunale poi diventato assessore. L’altro, Alessandro Cicarelli, l’ex sindaco. Entrambi sono stati comparsi ieri in aula davanti al giudice Grazia Maria Grieco (pm onorario Vincenzo Molinaro) come testimoni della difesa del sindaco Francesca Brogi. È un processo per diffamazione che risale al 2014 quello che vede come parte civile e querelante Giuseppe Giambra. I due ex politici hanno ricordato quale era il clima politico all’epoca delle elezioni amministrative. Giambra, nome destinato a essere collegato all’immobile di via Rospicciano, aveva denunciato Cicarelli e altri dando vita a un processo che poi si è concluso con un’assoluzione piena.
Il contesto era quello di una contrapposizione politica al centro della quale l’immobile di via Rospicciano e il suo costruttore erano parte attiva. Benzina da campagna elettorale. Brogi, assistita dall’avvocato Michele Baldi, era presente in aula a pochi metri da Giambra. L’effetto scatenante fu una dichiarazione fatta dall’allora canditata a sindaco a Punto Radio di Cascina. Impegnata in un confronto con Roberto Russo, esponente della lista civica “Ponsacco la Città di Tutti”, venne accusata di rappresentare la continuità di governo con Cicarelli. Di essere l’espressione di quelle forze politiche che stavano portando il Comune al fallimento. L’attuale sindaca rispose sostenendo che era Russo a difendere un’impresa che, fra le altre cose, aveva avuto guai sia legali che con il fisco. Era quella di Giambra che reagì alla frase di Brogi con una querela per diffamazione. La tesi della difesa, sostenuta anche dalle deposizioni di Turini e Cicarelli, è che le considerazioni di Brogi in quel contesto di particolare conflittualità politica erano espressioni critiche di una campagna elettorale. E che comunque qualche nuvola sull’orizzonte dell’imprenditore era più che presente. Prossima udienza a luglio per la discussione.
COSA DICE LA LEGGE
L’articolo 595 del codice penale punisce il reato di diffamazione. Per quella aggravata a mezzo stampa - caso del sindaco Brogi - la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.
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