Sicurezza
«Tagli al personale della coop Arnera Siamo preoccupati»
L’Unione sindacale di base esprime i propri timori per il futuro dei lavoratori e chiede un confronto urgente con amministrazioni e enti pubblici
pontedera
L’Unione sindacale di base (Usb) si esprime sulla situazione dei lavoratori della cooperativa Arnera. Secondo quanto riportato da un comunicato dell’Usb stessa, Arnera avrebbe richiesto “sacrifici” a tutti i dipendenti con l’obiettivo di “salvare la cooperativa”. Una richiesta che, per il sindacato, potrebbe preannunciare dei tagli al personale.
«L’Usb esprime preoccupazione per le parole pronunciate dal consiglio di amministrazione della cooperativa di Pontedera – si legge nel comunicato – dietro alla solita retorica del “siamo tutti una grande famiglia” si annunciano possibili tagli e ridimensionamenti del personale». I timori dell’Usb non si limitano, però, soltanto a questo. «Siamo altresì preoccupati per la tenuta finanziaria e per il futuro degli appalti – continua il comunicato – Nelle prossime settimane chiederemo di aprire un confronto anche con le amministrazioni e gli enti pubblici con cui la cooperativa collabora, affinché si possano ottenere le dovute garanzie rispetto alla tenuta degli appalti». La preoccupazione riguardo ai posti di lavoro e alle possibili ricadute negative dell’emergenza sanitaria anche sui servizi offerti dalla cooperativa hanno spinto l’Usb a prendere l’iniziativa già alcune settimane fa. «In questa fase di crisi siamo assolutamente consapevoli delle difficoltà che i vari soggetti, specialmente quelli che lavorano negli appalti, stanno vivendo – prosegue il comunicato – Per questo motivo il nostro sindacato, che vanta diversi iscritti nella cooperativa, aveva cercato di aprire un’interlocuzione con la dirigenza affinché le criticità presenti e future si potessero affrontare».
Stando a quanto riportato dall’Usb, però, i vertici avrebbero presto interrotto il dialogo. «Purtroppo la dirigenza, dopo un primo incontro, ha deciso di chiudere ogni rapporto – conclude l’Usb – Questo atteggiamento, insieme alla lettera sopraccitata inviata i primi di aprile a tutti i soci e dipendenti, non fa che aumentare le nostre preoccupazioni: non è possibile che, anche in questo caso, siano i lavoratori e le lavoratrici ad dover pagare la crisi che stiamo vivendo». —
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