Toscana
Intanto Tarrini avverte: «Servono 13-15 milioni o un piano alternativo»
CHIANNI
C’erano 70 persone, includendo i consiglieri comunali di Chianni, venerdì sera in piazza della Chiesa per il consiglio comunale aperto. Una seduta pubblica nella quale il sindaco Giacomo Tarrini ha risposto, con un lungo intervento, a un’interrogazione del consigliere Alessandro Fattorini.
«Non pensiate si possa risolvere questa vicenda mettendo nella discarica della Grillaia lo zucchero filato – ha spiegato il sindaco –. Noi, vogliamo chiarirlo una volta per tutte, che siamo contro al piano sull’amianto. Così come eravamo contro a quello del pulper di cartiera presentato in precedenza. Il vero problema è che, al momento, manca un piano alternativo che come comuni possiamo proporre per rimodulare il profilo della discarica, rimasto incompleto. Nel 2016, quando furono individuate delle irregolarità nel sito, potevamo intervenire e provare a trovare una soluzione per l’acquisizione pubblica. Oggi, per rilevarlo, se la proprietà dovesse essere disponibile e non è scontato, gestirlo e bonificarlo anche in ottima post mortem servono almeno 13-15 milioni di euro. E dubito si presenti qualcuno per proseguire nella direzione dei rifiuti zero. Un protocollo sottoscritto alla Provincia nel 2014 ma poco dopo considerato come carta straccia».
Un punto ripreso anche da Alessio Barbafieri, primo cittadino di Lajatico. «Giovedì in consiglio comunale, maggioranza e opposizione hanno approvato una mozione che poi verrà indirizzata alla giunta regionale, dove siamo partiti dalla situazione migliore. Quella del rifiuto zero – ha detto Barbafieri –. Questo ha bisogno di tanti soldi e nel caso di gestione pubblica ci sarebbe necessità di trovare le economie per chiudere la situazione. Il meglio che si può chiedere per il territorio è il rifiuto zero, in un territorio che propone un agricoltura a basso impatto ambientale». –
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