Il dolore
“Classi pollaio”, lettera al provveditore per chiedere più prof
Si cerca di evitare la formazione di sezioni da trenta studenti La Provincia: confronto coi presidi per la gestione degli spazi
Pontedera . «Comprendo e condivido la preoccupazione dei presidi per l’avvio del prossimo anno scolastico». Il presidente della provincia di Pisa, Massimiliano Angori, interviene dopo la notizia dei giorni scorsi sulla decisione dell’Ufficio scolastico provinciale per le classi terze e quarte del liceo scientifico XXV Aprile di Pontedera. A fronte della richiesta di dieci classi avanzata dal preside Sandro Scapellato, l’Ufficio ne ha previste otto. Una decisione che, presto, ha suscitato qualche polemica.
Intanto, proprio per questo motivo, il consiglio d’istituto, presieduto da Barbara Giuntini, scriveranno, scriverà a nome dei genitori al sindaco di Pontedera, al provveditore e forse anche alla Regione per chiedere di cambiare la decisione sul taglio degli organici. Durante l’incontro in videoconferenza, un genitore ha proposto di coinvolgere anche i sindaci dei Comuni in cui abitano i ragazzi coinvolti nella “redistribuzione”. «A oggi non si sa nulla di cosa accadrà a settembre – è emerso dalla riunione – Gli spazi non ci sono, quindi è impossibile che i ragazzi stiano tutti in classe. Didattica a distanza soluzione più probabile, ma manca del tutto la normativa su come dare valore legale alla didattica a distanza».
«Non mi permetto certo di far l’avvocato di nessuno, ma da insegnante capisco il ragionamento alla base di questa decisione – dice Francesco Mori, assessore alle Politiche scolastiche – la valutazione, in mancanza di comunicazione chiare sulle limitazioni o sui vincoli, è stata fatta su base ordinaria». Vi è, quindi, una mancanza di indicazioni dall’alto. «Se il Ministero avesse stabilito linee guida chiare, la decisione sarebbe stata un’altra – continua – oggi non sappiamo a quali condizioni dovremo tornare in aula».
Anche il presidente Angori si è espresso. «Il disappunto sulla mancanza di organico è ineccepibile – dice – ma la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale è arrivata su input ministeriale». Di fronte alle nuove esigenze, la questione delle carenze del corpo docente non sarà la sola. «Anche in caso di aumento dell’organico, gli spazi rischiano di essere insufficienti in base alle nuove disposizioni, di cui ancora non sappiamo pressoché niente – continua Angori – al momento, abbiamo solo le linee guida del Ministero dello scorso 29 maggio, che parlano solo genericamente di distanze di un metro».
La Provincia, comunque, non ha intenzione di rimanere a guardare. «Costituiremo un comitato per dar vita a un confronto con i dirigenti scolastici per quanto riguarda gli spazi a disposizione e i numeri degli studenti, degli insegnanti e del personale amministrativo – spiega – contiamo di partire già dai primi giorni di luglio». —
Pietro Mattonai .
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