Il dolore
Scontro tra i sindaci di Chianni e Terricciola
Bini lancia su Facebook la proposta di un secondo flashmob nel comune limitrofo. Ma Tarrini non gradisce l’intromissione
chianni
Si sono presentati sempre compatti per dire no alla riapertura della Grillaia. Per Giacomo Tarrini e Mirko Bini, sindaci di Chianni e Terricciola, l’obiettivo finale continua a essere lo stesso. Anche se questa compattezza della prima ora, sembra iniziare a incrinarsi. Divergenze, punti di vista e idee politiche non proprio identiche. E un post su Facebook che, forse, ha creato un po’ di tensione tra i due.
Tutto inizia esattamente due settimane fa a Terricciola, il giorno del flashmob contro la riapertura della discarica. Proprio quel 6 giugno, infatti, Bini punta forte sul sostegno della popolazione ma anche sulla presenza dei tre consiglieri regionali del Pd, Mazzeo, Nardini e Pieroni, che di lì a tre giorni voteranno, con la larga maggioranza del consiglio, una mozione per chiedere la revoca della delibera. Quella con la quale la giunta, il 25 maggio scorso, ha dato il primo via libero all’amianto alla Grillaia. Insieme a Bini, organizzatore dell’iniziativa, ci sono anche Tarrini e Alessio Barbafieri, sindaco di Lajatico. Barbafieri non prende la parola. Mentre Tarrini parla, eccome. E non le manda a dire proprio ai consiglieri del Pd. Coerente con la sua linea politica di civico che, nel 2014, per la prima volta ha interrotto il dominio di amministrazioni di centrosinistra. Un intervento che Bini, però, non pare condividere in pieno. Quattro giorni dopo il flashmob, poi, Mirko Bini pubblica su Facebook un lungo post. Il titolo è inequivocabile: «Altro flashmob? Cambiamo paese». Alla fine il sindaco di Terricciola lo dice chiaramente. «Lo facciamo a Chianni tutti insieme?». Non passa neanche un’ora e Tarrini pubblica a sua volta un post. «Mi arrivano messaggi distorti, quindi voglio chiarire la situazione della Grillaia». Tarrini cita una sola volta Bini, in relazione al suo punto sulla messa in sicurezza con “rifiuto zero”. Ringrazia anche i consiglieri regionali per la mozione approvata. E, anche se non lo scrive pubblicamente, non gradisce affatto quella proposta lanciata via social dal collega. Una sorta di intromissione non richiesta. Non è un caso, forse, che il giorno dopo il sindaco di Chianni convochi un consiglio comunale aperto. Al quale, in una diretta Facebook di ieri, Bini dice chiaramente che diserterà. «Per lasciare spazio ai cittadini di Chianni». Spiega. Salvo poi presentarsi a sorpresa proprio nel bel mezzo dell’assemblea pubblica. Segnali di una rottura imminente nel fronte del no alla Grillaia? —
A.B.
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