Gioco
«Mancano gli spazi, ancora inevitabile la didattica a distanza»
Lezioni in classe a rotazione Scartato il doppio turno perché creerebbe problemi alla gestione del trasporto pubblico
PONTEDERA
«La didattica mezza a distanza e mezza in aula sarà inevitabile». Il preside del liceo XXV Aprile, Sandro Scapellato, dà la sentenza che sa di pietra tombale sul normale ritorno a scuola a settembre.
«Ne stiamo parlando da tempo tra presidi del villaggio scolastico e crediamo sia l’unica soluzione – aggiunge –. Il problema sono gli spazi che mancano e tutta la logistica che ruota attorno all’organizzazione complessiva. Come il sistema del trasporto pubblico, per esempio, che renderebbe impossibile la suddivisione in due turni giornalieri per quanto riguarda la presenza a scuola degli studenti. «Da tempo, insieme alla Provincia, da cui dipendiamo – riprende Scapellato – stiamo studiando il modo di non farci trovare impreparati alle linee guida del governo, in vista della riapertura delle scuole. Stavamo cercando spazi alternativi ai nostri istituti, proprio per garantire il distanziamento sociale e la sicurezza per studenti, insegnanti e personale Ata. Ma i margini sono molto stretti e credo che sarà inevitabile organizzare la didattica in maniera mista, alcuni in classe e altri a casa con le lezioni a distanza come avvenuto per tutti durante il lockdown».
Ora che l’Ufficio scolastico provinciale non ha esaudito le richieste del liceo XXV Aprile in fatto di classi terze e quarte, poi, il discorso si fa ancora più difficile sotto l’aspetto del reperimento degli spazi. Il villaggio scolastico di Pontedera, già prima dell’emergenza sanitaria che ha portato alla chiusura delle scuole, era in grande sofferenza. Tanto che la Provincia ha indetto una gara di appalto per la sistemazione di aule prefabbricate nella zona dell’Itis Marconi. Un rimedio (al costo di 700mila euro per l’affitto dei container, i cui lavori per l’installazione sono stati assegnati di recente) per creare nuove aule e dare respiro a istituti dove la rotazione tra studenti nelle varie classi, nei laboratori e in ogni spazio utile è già praticamente al suo massimo.
Scapellato teme che questa situazione crei malumori e timori nelle famiglie e che molti decidano di cambiare scuola: «Di questa situazione se ne sente parlare dagli insegnanti. Ed è una vicenda che fa davvero male a chi, invece, cerca di rispettare le regole, ma anche la qualità della didattica per i ragazzi». —
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