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il lutto

Con i furgoni schierati mentre passa il feretro dell'imprenditore-amico. L'addio a Giorgio Macelloni

Sabrina Chiellini
Con i furgoni schierati mentre passa il feretro dell'imprenditore-amico. L'addio a Giorgio Macelloni

Funerale a Peccioli per “Gommone” titolare dell’Idrotermica un’azienda di solide tradizioni ora portata avanti dal figli

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PECCIOLI. L’omaggio dei suoi dipendenti, schierati con i furgoni aziendali davanti al cimitero, nel giorno dell’addio Giorgio Macelloni, imprenditore di 80 anni, di Peccioli. Per tutti era “Gommone”, un uomo buono, quasi d’altri tempi, di potrebbe dire, quando era ancora importante rispettare la parola data. Macelloni, che in passato era stato premiato per il suo lavoro anche dal Comune di Peccioli, ha fondato la società Idrotermica, in grado di fare opere idrauliche elettriche e murarie, portata avanti oggi dal figlio. Il lavoro è sempre stata una porta importante della sua vita oltre che della famiglia.

E ora che l’imprenditore, che aveva saputo affermarsi nel suo lavoro, se n’è andato, i suoi dipendenti hanno pensato di rendergli omaggio anche se il funerale si svolge in tempi di Covid, quando gli assembramenti non sono ancora possibili. Così ieri pomeriggio, commossi per l’addio al datore di lavoro con il quale avevano un rapporto familiare, alcuni dipendenti sono arrivati al funerale con i furgoni colorati dell’Idrotermica. Come ali rosse hanno atteso il passaggio del feretro. Il rumore dei motori dei mezzi da lavoro e l’applauso della “sua” gente in lacrime, tutti con la divisa aziendale hanno seguito, anche se da distanza come richiede il momento, il funerale. Prima davanti alla chiesa di San Verano, nel cuore del paese, e poi al cimitero.

Tra i mezzi che hanno preso al saluto anche quelli di alcune aziende del settore idraulico. «Noi operai abbiamo pensato di salutarlo in questo modo schierando i mezzi in suo onore», racconta Antonio Leone, 61 anni. Tra loro due c’era una solida amicizia, è difficile per Leone trattenere la commozione. «Anche io avevo una ditta nello stesso settore, ci conoscevamo e qualche volta avevamo anche collaborato – dice – poi mi sono ammalato, sono diventato invalido. Per non restare senza lavoro sono andato da lui, gli ho chiesto aiuto e andrò in pensione nella sua azienda. Gli devo molto, gli sono riconoscente». È una delle storie che si potrebbero raccontare. Nella ditta dei Macelloni c’è anche chi ha cominciato a lavorare con lui quando aveva compiuto da poco 14 anni e ancora è in organico. È stato questo anche un modo per restare vicini alla famiglia e per salutare l’amico e personaggio, un rappresentante di un mondo di fare impresa che sapeva guardare alle persone e non solo ai numeri.

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