La manifestazione
Aggredisce la ex più volte arrestato per stalking
Le indagini partite da Pontedera dopo che la donna era finita all’ospedale Il marito non accetta la fine della relazione e continua a cercare la commerciante
PONTEDERA
Alla fine è stato arrestato. Ma prima ha avuto il tempo di passare dalle minacce alle percosse. A fare le spese dei suoi atteggiamenti violenti è stata la sua ex, una commerciante, diventata evidentemente per l’uomo una vera ossessione quando la relazione sentimentale è finita e di conseguenza l’unione è stata messa in discussione.
Nei giorni scorsi, personale della sezione anticrimine – Squadra di Polizia Giudiziaria di Pontedera e della squadra mobile di Pisa ha arrestato un 59enne, che lavora per un’azienda di servizi, residente a Pisa, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Pisa per i reati di atti persecutori continuati e lesioni personali.
L’uomo, stando a quello che è stato spiegato dalla polizia, non si era mai rassegnato al fatto che la propria moglie lo avesse lasciato e avesse iniziato una relazione con un nuovo compagno e ha iniziato a perseguitarla con offese, minacce e aggressioni fisiche nei confronti della donna e del suo compagno. Appostamenti, minacce, tentativi per avvicinare la ex sotto casa e vicino al luogo di lavoro di lei, a Pontedera, sono diventati lo scontato copione che rende simile molte storie in cui compare il reato di atti persecutori.
Gli episodi sono partiti dal mese di gennaio 2019 e non si sono fermati nemmeno in tempi recenti, quando è scattato il “tutti a casa”, nel periodo del lockdown Covid 19 al punto che la donna, che nel frattempo dalla Valdera si è trasferita a Pisa con il nuovo convivente, ha presentato diverse querele.
Vista l’escalation delle condotte dell’uomo (la moglie è finita anche all’ospedale Lotti) e non potendosi escludere che le aggressioni potessero sfociare in atti più gravi, visti anche i precedenti per maltrattamenti in famiglia dell’uomo, il commissariato di Pontedera ha inviato una dettagliata informativa alla Procura con richiesta di misura cautelare che il pubblico ministero ha condiviso e fatto propria, chiedendo al tribunale una misura che facesse capire all’uomo la gravità dei suoi comportamenti e che, al tempo stesso, mettesse fine alle aggressioni.
Ottenuta la misura cautelare, l’uomo è stato condotto nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente. Al momento non è stato disposto il controllo con il braccialetto elettronico dell’uomo indagato per gli atti persecutori ritenendo sufficienti gli arresti domiciliari. —
s.c.
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