Sicurezza
Finisce a Cascina la fuga di due evasi
Entrambi nomadi e latitanti dall’inizio di giugno, hanno raggiunto parenti a Pettori. Bloccati dai carabinieri alla stazione
CASCINA
Erano arrivati fino a Pettori di Cascina dove vivono alcuni loro parenti. E da qui ieri si sarebbero spostati con il treno. I carabinieri li hanno bloccati alla stazione di Cascina. La fuga dal carcere romano di Rebibbia è finita lì.
La notte del 3 giugno avevano messo a segno un'evasione da film, segando le sbarre della cella e calandosi con una corda ricavata da un tubo di tela dell'antincendio. Ma dopo due settimane la loro fuga è finita. Il 40enne Davad Zukanovic e il 46enne Lil Ahmetovic sono stati rintracciati e arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Roma e dal personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria vicino Pisa, con il supporto dell'Arma locale, dei carabinieri di Cascina e della compagnia di Pontedera, oltre che del Nucleo Regionale del Nucleo investigativo centrale di Firenze. Gli investigatori erano già sulle loro tracce e li hanno intercettati a bordo di un'auto, una Mercedes rubata in una concessionaria della capitale, con targhe rubate. Hanno atteso che parcheggiassero vicino alla stazione ferroviaria di Cascina, in via Cei, e sono intervenuti per bloccarli. I due cugini, di etnia rom, hanno tentato di scappare e uno ha anche aggredito un carabiniere ferendolo lievemente, ma sono stati bloccati. Alle 13,30 la zona della stazione era presidiata e i due evasi non hanno avuto alcuna possibilità di evitare l’arresto. Stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri, i due slavi (le cui mogli sono in carcere) hanno trascorso i primi giorni dopo la “grande” fuga tra Roma e dintorni. Poi si sono diretti nella cittadina toscana dove, in particolare diversi nuclei di Ahmetovic vivono da tempo, in particolare tra Cascina e Pisa. Quando sono stati bloccati forse volevano proseguire la fuga in treno o magari avevano appuntamento con qualcuno. A insospettire i carabinieri, che già erano sulle loro tracce, sarebbe stato anche il passaggio della Mercedes station wagon con due diverse targhe, rubate. Per i due nel pomeriggio si sono aperte di nuovo le porte di un carcere.
Ora le indagini vanno avanti per individuare eventuali contatti che possano averli aiutati a nascondersi durante la latitanza. Uno dei due risulta essere parente di un componente della banda arrestata la scorsa settimana dai carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati per aver commesso numerosi furti in esercizi commerciali durante il periodo del lockdown. Nella lettera lasciata a Rebibbia avevano spiegato che la loro fuga era dovuta a motivi personali. Al bisogno di mettere al riparo i propri figli da un brutto giro. Forse un traffico di droga dal quale non riescono a venirne fuori da soli.
L’evasione costerà loro un’altra condanna e un’ulteriore permanenza in carcere. Davad Zukanovic e Lil Ahmetovic erano detenuti per reati contro il patrimonio con fine pena nel 2029. L'allarme per l'evasione scattò la mattina del 3 giugno e subito iniziarono le ricerche per rintracciare i due fuggitivi. —
s.c.
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