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Fucecchio

C’è un tesoretto per riparare il campanile colpito dal fulmine

MARCO SABIA
Lo squarcio nel campanile della chiesa dei Frati
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Lo squarcio nel campanile della chiesa dei Frati

Il Comune di Fucecchio attingerà alle risorse assegnate dal Ministero, ma servirà tempo. La contrada: «Una ferita per tutti, daremo il nostro contributo per la riapertura»

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FUCECCHIO. Lo squarcio è lì – bello evidente – e ci rimarrà ancora per un po’: il fulmine che ha colpito la sommità del campanile della chiesa del convento dei frati a Fucecchio ha lasciato una discreta scia di danni a tutto il complesso, decretandone l’inagibilità finché non verranno ripristinate le condizioni di sicurezza.

Ma già da ieri mattina una ditta specializzata – che aveva già lavorato al restauro della chiesa – è sul posto per provvedere alla messa in sicurezza; in primis c’è da permettere il transito senza pericoli di auto e pedoni da piazza La Vergine e strade limitrofe, perché il fulmine di martedì alle 15 ha fatto volare mattoni in strada da un’altezza di 25 metri. C’è, però, già un piano “di rilancio”, come spiega il sindaco Alessio Spinelli: «Adesso ci stiamo occupando della messa in sicurezza, inserendo un’impalcatura mantovana che serve per evitare che dall’alto cadano pezzi sulla strada. Siamo già in contatto con la Soprintendenza e credo si possa intervenire sfruttando quei fondi che ci erano già stati assegnati dal Mibact attraverso le Belle Arti. Si tratta di 320.000 euro, di quali poter attingere».

Sarà la Soprintendenza di Firenze a stabilire come intervenire, ma intanto il campanile sarà cinto da questa impalcatura a protezione nel caso in cui ci fossero altri cedimenti o cadute di detriti. Ci vorrà tempo prima che si possa tornare a celebrare la messa nella chiesa o a frequentare il suggestivo chiostro interno, dove martedì sono caduti mattoni (così come sull’altare sono piombati detriti).

Intanto la contrada Capitana Porta Raimonda, per la quale il chiostro dei frati ha un valore speciale, ha voluto rimarcare l’importanza del complesso per la comunità gialloblù: «Quello squarcio nel tetto della nostra torre campanaria – a parlare è il presidente Marco Mancini – che il maltempo ha inferto nuovamente al campanile della chiesa dei Frati è lo stesso che sentiamo dentro di noi in questo momento. La chiesa dei Frati, come confidenzialmente siamo soliti chiamarla, non è solo un luogo di culto; è il luogo della storia, il luogo dei ricordi, il luogo di aggregazione di tutta la comunità e infine è il luogo dove la Contrada trova la sua massima espressione. Per questi motivi oggi, quella ferita è di tutti noi. Confidiamo nei tecnici e nell’amministrazione comunale affinché questa nuova chiusura si possa risolvere in breve tempo offrendo, come nostro consueto, ogni contributo possibile atto alla celere restituzione dei “Frati” a tutta la comunità». E pensare che da poco era ritornata la possibilità di celebrare la messa nella chiesa restaurata grazie ai fondi dell’Art Bonus messi in campo da imprenditori fucecchiesi. —

MARCO SABIA.

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