Italia
l’annuncio
Pochi turisti, il Museo Piaggio riaprirà i battenti a settembre
Andreas Quirici
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Una sala del Museo Piaggio a Pontedera (Foto Franco Silvi)I soci, il Comune e l’azienda della Vespa hanno deciso di “saltare” i mesi estivi. Il presidente Costagliola: le previsioni indicano basse presenze nella nostra zona
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PONTEDERA. Dai 43.416 visitatori registrati nel 2014 agli 80mila dell’anno scorso. Numeri eccezionali per il Museo Piaggio che il coronavirus ha spazzato via togliendo alla Valdera una risorsa turistica non da poco. Ma per la realtà espositiva della storia della Vespa non è tempo di ripartenza e di riaperture. Fino a settembre, infatti, il museo rimarrà chiuso.
Secondo il presidente della Fondazione Piaggio, Riccardo Costagliola, è stata una decisione presa dai due soci della fondazione, il Comune di Pontedera e la Piaggio, dopo quella di chiudere alla fine di febbraio, quando la pandemia da Covid-19 s’incominciava a manifestare in maniera rilevante in Italia: «Riapriremo a settembre, anche se non è ancora stato stabilito il giorno preciso. Piaggio e Comune si sono confrontati e hanno scelto di mantenere chiuso il museo, alla luce di ricerche fatte rispetto ai flussi turistici previsti nelle nostre zone in questi mesi caratterizzati dal coronavirus. I nostri visitatori sono internazionali, arrivano da tutto il mondo. Ma quest’anno le previsioni indicano un calo enorme delle presenze».
Poi Costagliola cita anche un aspetto economico non da poco: «Abbiamo cinquemila metri quadrati di spazi da sanificare ogni giorno». Come dire, le spese da affrontare, considerata la diminuzione dei visitatori, sarebbero troppo ingenti. Il tutto anche alla luce del fatto che l’ingresso al Museo Piaggio è gratuito.
Insomma, un vuoto non da poco, praticamente impossibile da colmare in termini di attrattività, in un’estate in cui a mancare saranno soprattutto i turisti, non le buone intenzioni del sistema di accoglienza e di intrattenimento della Valdera.
L’attività del Museo Piaggio, comunque, proseguirà per quella parte di lavoro legato alla ricerca e divulgazione storico scientifica che rappresenta uno dei fulcri della struttura in viale Rinaldo Piaggio. L’archivio storico resta attivo, così come il lavoro all’interno dei vari padiglioni che riguarda migliorie strutturali in vista della riapertura.
«Stiamo portando avanti quelle opere che non abbiamo avuto modo di realizzare con il museo aperto in maniera continuativa – aggiunge il presidente della Fondazione, Riccardo Costagliola –. Un modo per prepararci al momento in cui saremo in grado di riaprire le porte ai tanti appassionati delle due ruote. D’altra parte, la situazione è davvero troppo incerta per ricominciare ad accettare le visite. Se il quadro complessivo dovesse tornare alla normalità prima dei tempi previsti, non esiteremmo a riaprire. Ma in queste condizioni la scelta è stata quella di aspettare tempi migliori».
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