Sicurezza
La moschea spacca anche Fratelli d’Italia
La sezione cascinese guidata da Valerio Lago si dissocia dal sì alla costruzione da parte di Diego Petrucci
cascina
Per il centrodestra pisano rischia di trasformarsi in una bomba con la spoletta tirata e pronta ad esplodere la vicenda relativa alla costruzione della moschea. L’altro giorno, come riportato da Il Tirreno, Diego Petrucci, sindaco di Abetone Cutigliano e uno dei leader pisani di Fratelli d’Italia, ha aperto all’ipotesi di un luogo di culto islamico sul territorio («Non a Porta a Lucca, come inizialmente previsto, bensì in un’altra area. Ospedaletto potrebbe andar bene») in aperto contrasto con la posizione della stragrande maggioranza dei leghisti (a partire dal segretario nazionale Matteo Salvini e dalla parlamentare europea Susanna Ceccardi, pronta ad incatenarsi per protesta contro la realizzazione di una moschea sul suolo pisano) e in linea con quanto va affermando già da un po’ di tempo Forza Italia. Ad una spaccatura si aggiunge un’altra spaccatura, quella all’interno di Fratelli d’Italia. Sono in tanti coloro che prendono le distanze dalle dichiarazioni di Petrucci. A cominciare dalla sezione cascinese del partito di Giorgia Meloni.
«Il nostro impegno – afferma Valerio Lago, segretario di Fratelli d’Italia a Cascina – è quello che non venga mai data la possibilità di erigere moschee sul territorio. Anzitutto per questioni di etica politica, ricordando le lunghe battaglie per la difesa delle tradizioni culturali e storiche che non possono essere utilizzate solo come spot elettorale ma esigono un comportamento conseguente. Aggiungiamo anche la difficile situazione internazionale che vede il terrorismo di matrice islamica pericolosamente attivo ovunque utilizzare tali luoghi sia per il reclutamento che per la propaganda (diverse operazioni di polizia ne sono la prova). La questione riguarda appunto la sicurezza nazionale, ciò che da anni si sta verificando in quelle nazioni europee dove le comunità islamiche hanno di fatto conquistato il territorio servendosi della libertà di culto è un monito da non sottovalutare».
«Ricordiamo – proseguono dalla sezione cascinese di Fratelli d’Italia – a quanti invocano la Costituzione per sostenere la legittimità di un luogo di culto islamico che, a differenza di altre confessioni religiose, il riconoscimento della religione islamica da parte della Repubblica italiana è una questione irrisolta proprio perché fra le due entità si ergono una serie di problematiche non da poco, problematiche che derivano non tanto dal diritto al libero esercizio della professione religiosa quanto dalla difficoltà di conciliare la fede islamica con i principi basilari dell'ordinamento giuridico italiano, specie in materia di matrimonio e diritto familiare e in merito alla netta distinzione tra legge civile e legge religiosa. Lasciamo ai giuristi e ai professionisti nell’interpretazione delle leggi a convenienza dilettarsi in disquisizioni in punta di diritto, sapendo benissimo che in Italia le leggi si interpretano o si applicano a seconda se si è considerati “amici” o “nemici”. Sappiamo altresì bene che in Italia tutto è opinabile, anche la Costituzione che con l’ articolo 21 conferisce libertà di manifestazione del pensiero. Eppure, si continuano a promuovere leggi liberticide». —
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