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Bibliotecari precari, attacchi e polemiche. C’è il piano per riaprire

Nilo Di Modica
La biblioteca Gronchi di Pontedera
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La biblioteca Gronchi di Pontedera

Il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi risponde al responsabile di Bibliolandia citando l’Orlando Furioso: «Perché tradito dal proprio ego»

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PONTEDERA . La biblioteca progressivamente riaprirà: c’è un piano. È la notizia data dal Comune alla fine di due giorni di polemiche via Facebook.

A dare il via alle danze il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, che con una risposta sottile e affilata venerdì 12 giugno aveva lanciato un invettiva, senza nominarlo, contro il direttore della biblioteca Roberto Cerri, “reo” di aver preso le difese dei precari in subbuglio, scomodando l’Orlando fuoriso di Ludovico Ariosto. «Orlando divenne “furioso” e “matto” per il suo egocentrico orgoglio. Una superbia romanzata che divenne follia – scrive il primo cittadino sul suo profilo personale –. Trattandosi di uno di quei libri che sta tra i piani più nobili di ogni biblioteca, credo che qualcosa possa suggerirci. Questo è quel suggerisce a me: anche i migliori ed i più bravi possono perdere la lucidità e tracimare verso l’insensatezza. Basta che si lascino sedurre un attimo dal proprio ego ipertrofico e dalla presunzione di avere ragione in ogni tempo ed in ogni contesto. Credendo di aver il privilegio di poter dire tutto ed a prescindere da tutto, con la convinzione elitaria e snob di chi non porta rispetto al contesto. Ci verrà in soccorso qualche Astolfo. Ne sono certo».

Intanto Palazzo Stefanelli, preso di mira dai precari al centro della vertenza, ha risposto ai quesiti di questi giorni con una nota congiunta di sindaco e assessore delegato alla biblioteca, Francesco Mori: «Le domande sul quando e sul come della riapertura, e soprattutto le legittime preoccupazioni del personale in cassa integrazione meritano massimo rispetto. In primo luogo la questione dei lavoratori della cooperativa in appalto che noi avremmo volutamente deciso di non far lavorare in smart working. Chi ha dimestichezza sul funzionamento di una biblioteca come la nostra sa bene che se l’attività non riprende a pieno regime difficilmente la piena occupazione degli addetti risulta pertinente e necessaria. Lo smart working è una opportunità nei contesti in cui può esser utile ed utilizzabile. Se un servizio può esser erogato al 30% e viene usato il 100% del personale, qualsiasi sia la modalità di impiego, probabilmente dovremmo farci qualche domanda. Anticipiamo che venerdì scorso (non venti giorni fa) abbiamo chiuso con il responsabile della sicurezza della biblioteca un protocollo per la graduale e progressiva ripresa dei servizi e per la fruibilità degli spazi».

Affrontato anche il nodo sanificazione. «La nostra biblioteca in tempi normali gestiva circa 1.000 accessi giornalieri: non sfuggirà a nessuno quanto sia difficile reindirizzare alla normalità un presidio così grande – continua Mori –. L’obiettivo è riaprire in sicurezza la biblioteca facendole riprendere quel ruolo di presidio straordinario di un territorio intero verso cui abbiamo investito risorse ed energie. Lo faremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane cercando di contemperare le regole, i bisogni di prevenzione e di attenta gestione perché possa esser luogo sicuro di studio, di cultura e di socializzazione».

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