Sicurezza
Presentata la riorganizzazione è scontro sul numero dei letti
Secondo il sindaco il totale dei posti sarà di 75, compresi quelli di cure intermedie L’opposizione solleva dubbi e chiede chiarimenti sui sei per “dimissioni difficili”
VOLTERRA
Un ospedale tra mille polemiche come sempre accade quando si parla del Santa Maria Maddalena di Volterra. L’altro giorno in consiglio comunale è stata fatta una comunicazione, senza votazione, da parte del sindaco Giacomo Santi sulla riorganizzazione dei reparti e degli spazi all’interno dei vari padiglioni. Uno schema con tanto di numeri relativi ai posti letto su cui si è scatenata la polemica tra maggioranza e opposizione. Da un lato il sindaco che parla di ben 75 posti letto. Dall’altra le liste civiche “Uniti per Volterra” e “Per Volterra” che ne contano, invece, 55, compreso quello per il detenuto. Con l’incognita di 6 posti letto per le “dimissioni difficili” collocati in un padiglione diverso da quello in cui saranno sistemati i reparti dell’ospedale.
Insomma, il solito polverone su un tema delicatissimo e che vede in corso una riorganizzazione secondo cui al primo piano del padiglione centrale (Mingazzini) ci sarà l’Inail con palestra, uffici e degenza; al piano terra gli ambulatori di cardiologia, ginecologia e pediatria, l’ambulatorio per il laser di ginecologia, la radiodiagnostica e la degenza di medicina oltre all’unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) con 24 posti letto; al piano interrato il pronto soccorso con quattro posti di osservazione breve intensiva (Obi), l’endoscopia, la pre-ospedalizzazione, il blocco operatorio con a fianco l’ambulatorio chirurgico, la sala gessi, la degenza di chirurgia generale e l’ortopedia con venti posti letto più la stanza per il detenuto.
Poi c’è il padiglione Biffi, in cui finiranno la dialisi, il day hospital oncologico, l’Agenzia di continuità ospedale-territorio (Acot), le tanto discusse cure intermedie con 20 posti letto e i 6 di medicina per dimissioni difficili.
Il confronto tra maggioranza e opposizione è ruotato attorno ai 20 posti di cure intermedie, che secondo Santi sarebbero ospedalieri (e quindi il numero totale sarebbe ben superiore ai 50, considerati la soglia sotto cui avviene il depotenziamento dell’ospedale). Le liste civiche hanno sollevato dubbi sul fatto che si tratterà di letti per il territorio (e non direttamente gestiti da medici dell’ospedale) chiedendo chiarimenti, in attesa che siano disponibili documenti scritti.
La riorganizzazione dovrebbe concretizzarsi entro breve, mentre per i letti di sub intensiva, altro tema caldo per il Santa Maria Maddalena, nello schema proposto dal sindaco al consiglio comunale non c’è traccia, ma si sa che l’Asl sta lavorando per allestire posti letto di questo tipo per novembre. —
Andreas Quirici
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