Il dolore
montanelli è un esempio polemica strumentale
Le polemiche sull’abbattimento di statue, monumenti o simboli, rappresentazione di personaggi storici, o pubblici, che possano essere considerati vincolati al pensiero razzista, hanno colpito anche il mio concittadino Indro Montanelli.
Non sono d’accordo; la polemica su di lui è strumentale, fa parte di quella pubblicistica ed è “avvelenatrice di pozzi”.
Gli viene imputato di essere stato razzista e pedofilo per aver “sposato” la 14enne di colore Destà, dopo averla comprata, tramite il suo “sciumbasci”, dalla sua famiglia di origine,
Estrapoliamo il contesto storico; si parla di un secolo fa, e non significa difendere la pedofilia, ma affermare che, in quel tempo e in quella parte del mondo, quelle unioni erano usanza regolare ed accettata.
Io dico: dovremmo distruggere il Colosseo dove i nostri avi facevano mangiare gli schiavi dalle belve feroci con un movimento di un pollice verso all’ingiù.
Oggi, invece, dovremmo abiurare gli insegnamenti di Norberto Bobbio, solo perché non ebbe il coraggio, come invece fecero pochi e valorosi suoi colleghi, di non firmare il giuramento di fedeltà al partito fascista; Bobbio è stato uno dei nostri migliori accademici e fra i più importanti studiosi di filosofia del 900. Dovremmo smettere di leggere Ignazio Silone, solo perché fu oggetto di polemica che lo ritraeva delatore della polizia fascista, cosa difficilmente asseribile ma che aveva testimonianze. Silone è stato uno dei nostri più grandi scrittori del 900.
Montanelli è stato fascista, monarchico, coerente uomo di destra, un esempio di libertà di stampa; mai schiavo di ideologie o partiti; si dimise da direttore del Giornale quando pensò che non sarebbe più stato certo di scrivere liberamente sul quotidiano la cui proprietà era di un Silvio Berlusconi, che aveva deciso di entrare in politica.
Da ex liceale nemico di Montanelli, all’epoca quasi consenziente per la sua gambizzazione, ora suo lettore, difensore e pentito di averlo osteggiato, pensiamo al Montanelli giornalista libero, al Montanelli monumento di coerenza, al Montanelli storico affidabile, perché testimone dei fatti che raccontava, al Montanelli allievo dell’altro grande giornalista che era Leo Longanesi, al Montanelli fucecchiese ed “insuese” .
Accompagniamo i nostri figli e studenti alla Fondazione, ne usciranno arricchiti, coltivatori del “dubbio” ed osteggiatori dei dogmi e, come ora va di moda dire, delle fake news. —
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