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Amianto in discarica: "In mezzo al triangolo delle discariche, qui arriva la metà della spazzatura toscana"
Le critiche e i dubbi di Legambiente sulla Grillaia di Chianni: "La Regione ha fatto il "danno", lo ripari"
TERRICCIOLA. «La discarica della Grillaia è esattamente al centro di un triangolo di discariche: quella di Gello nel Comune di Pontedera, quella di Legoli a Peccioli e la discarica di Scapigliato, ai margini del Comune di Rosignano. Sono siti che rappresentano il 3% del territorio della Toscana nei quali vengono smaltiti il 50% dei rifiuti di tutta la Regione. Capite bene perché Legambiente Valdera sia contro la riapertura del sito di Chianni». Le parole di Carlo Galletti irrompono nel consiglio comunale straordinario di Terricciola che arriva dopo il flash mob di una settimana fa con 500 persone a dire ancora un secco no al conferimento di amianto alla Grillia.
L’intervento di Galletti solleva più di un dubbio sul progetto della Nuova Servizi Ambiente che ha ricevuto il 25 maggio scorso il primo via libera dalla giunta regionale. «La discarica di Chianni è una spia di come si stia pensando a sacrificare ancora un territorio che negli anni passati ha già dato tanto per ricevere i rifiuti anche da altri territori – spiega ancora Galletti -. Questo sito aperto ufficialmente nel 1992, infatti, doveva accogliere inizialmente i rifiuti di tre, quattro piccoli Comuni. In appena 6 anni, però, lì sono stati stoccati e accumulati scarti provenienti da mezza Italia. A una velocità tale da creare gravi problemi alla discarica stessa». Progettata per un conferimento massimo di 350.000 metri cubi, poi diventati, con successive autorizzazioni, 1.500.000. «Fino al 2015 le relazioni di Arpat erano allarmistiche, per la stabilità del terreno e i problemi legati al percolato – spiega ancora Galletti -. Pensare, ora, di riaprirla per 10 anni è una cosa davvero strana. I tecnici regionali con Arpat e Asl avranno sicuramente applicato la legge, ma hanno avuto un orizzonte ristretto. Manca una visione futura, anche perché è assente un piano regionale dei rifiuti e un piano regionali sullo smaltimento dell’amianto».
Proprio sul tipo di materiale da conferire in discarica Legambiente ha forti dubbi. «Di sicuro l’amianto non va bene. In queste cose l’impatto ambientale va valutato con più attenzione – prosegue ancora Galletti -. Anche se inertizzato va visto come arriva in discarica. Nel progetto questo non c’è scritto. Quale può essere una soluzione? La discarica va messa in sicurezza e, pur capendo la necessità del gestore di fare profitti, bisogna per una volta mettere la salute pubblica e la risoluzione definitiva di un problema davanti al profitto stesso». Nel punto finale, esattamente come richiesto e proposto anche dall'intero consiglio comunale, Legambiente si rivolge alla Regione. «La Regione ha fatto il "danno" e deve riparlarlo. Non è una decisione della Valdera di prendere i rifiuti, in questo caso l'amianto, della Toscana - conclude Galletti -. Questa è una decisione che viene dalla giunta regionale. Ma le istituzioni devono rispondere anche ai cittadini, come dimostra la petizione online su Change.org che ha raccolto 2000 firme. Quelle che noi come Legambiente, qualche anno fa, mettemmo insieme in un'estate intera».
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