Sicurezza
«Un beneficio solo per pochi a danno di un intero territorio»
Davide e Elisa, da Monaco di Baviera, postano in un video la loro rabbia Ogni anno portano migliaia di presenze tra le colline della provincia di Pisa
terricciola
Ogni anno, almeno prima dell’esplodere della pandemia in tutto il mondo, con il loro lavoro riuscivano a portare in Italia un numero che oscillava tra i 1.500 e i 2.000 turisti all’anno. La maggior parte in Toscana, il 60% concentrati in provincia di Pisa. Elisa Santoni è di Terriciola, anche se vive da anni con il marito Davide Azzaroni, torinese, a Monaco di Baviera. Domenica, insieme ai loro due figli, hanno postato un video nel quale si uniscono al sempre più folto gruppo di chi si oppone alla riapertura della Grillaia.
«Il progetto sarebbe un fattore killer per la nostra clientela. E noi, con una gestione familiare e un target specifico, come quello dei turisti di lingua tedesca, siamo solo una delle tante attività che subirebbe un contraccolpo che si aggiungerebbe a quello vissuto con l’emergenza coronavirus». Elisa e Davide, infatti, gestiscono una serie di portali in lingua tedesca che promuovono l’immagine dell’Italia, e della Toscana in special modo. Quella di una natura incontaminata, un quadro bucolico scelto per le sue eccellenze, per tutto ciò che è biologico ed ecosostenibile. Per il cibo sano, fatto in piccole aziende. E ovviamente molto legata alla produzione di vino. «Un’immagine che non può sposarsi con una discarica riempita di amianto – spiega la coppia che proprio in questi giorni ha accolto una coppia di turisti tedeschi a Terricciola –. Gennaio era stato un mese molto positivo per noi, forse il migliore dal punto degli ultimi 15 anni. Con la pandemia siamo comunque riusciti a mantenere un 30% della nostra clientela. L’emergenza, però, ha avuto una fase di picco e ora sta, fortunatamente, andando in fase discendente. La discarica sarà sempre lì e sarà un problema per sempre per tutti gli imprenditori come noi, e sono tanti nel territorio, che lavorano nell’ambito turistico-ricettivo».
Elisa e Davide hanno fatto tanti anni fa una scelta di vita. Nel 1996, quando iniziava la battaglia dei cittadini contro la discarica, Elisa stava studiando linguistica computazionale alla Ludwig Maximilian University di Monaco di Baviera. Prima di scegliere, insieme al marito Davide, di seguire la loro passione. Quella dell’accoglienza. «Da metà febbraio a oggi abbiamo chiuso 4 contratti per ospitare i turisti, normalmente riusciamo a chiuderne 4 al giorno – spiega ancora la coppia toscana che vive in Germania –. Il contraccolpo per l’emergenza da Covid-19 è stato importante, ma probabilmente il danno di immagine che il territorio della Valdera subirebbe sarebbe più duraturo. Sicuramente la politica ha fatto una scelta che rischia di dare un beneficio a pochi a danno di molti. I nostri ospiti tedeschi, ma questo vale per tutti i turisti che scelgono la Valdera, fanno una vacanza di almeno 3 settimane. E in questo tempo visitano le cantine e poi acquistano il nostro vino. Visitano le città e i musei, frequentano i ristoranti e portano via i prodotti e le eccellenze della nostra zona. Un indotto che la discarica rischia di cancellare». —A.B.
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