Sicurezza
«La giunta ritiri quella delibera sulla discarica» Mozione approvata
Lungo dibattito in consiglio regionale, poi il voto favorevole di Sì, M5S, Pd, Italia Viva e Fdi. Lega e Fi non partecipano
firenze
La prima vittoria i cittadini ed i sindaci di Terricciola, Chianni e Lajatico l’hanno portata a casa alle 19 di ieri. Quando il consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza (compreso il voto di Eugenio Giani) la mozione che chiede alla giunta di ritirare la delibera del 25 maggio. Quella che dava parere positivo al progetto di riapertura della Grillaia. Una mozione che ha condensato in un solo testo quelle presentate da Sì Toscana a sinistra, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico con Italia Viva e Fratelli d’Italia. Alla votazione non hanno partecipato solo Lega e Forza Italia, critiche verso uno scontro interno al Pd tra giunta e consiglieri. All’intera discussione non era presente nessun assessore e il presidente Enrico Rossi, impegnati in giunta.
«Non entro nel merito tecnico del percorso di autorizzazione del progetto, non ci spetta. Ma vogliamo dare una risposta ad un territorio che la aspetta da troppi anni - ha dichiarato Antonio Mazzeo del Pd -. Territorio che ha investito molto sul turismo e chiede la chiusura definitiva della discarica. Chiedo alla giunta, che non è presente, una risposta entro due mesi». Dopo Mazzeo è stata la volta della consigliere del M5S Irene Galletti: «Firmiamo e votiamo la mozione, ma ira l’iter di chiusura di quella discarica deve arrivare entro la fine della legislatura. Anche perché per un’intera legislatura non solo non è stato pensato un piano rifiuti, ma neppure un piano amianto. La Grillaia deve diventare un simbolo, il simbolo di uno squarcio in una terra vocata e turismo ed agricoltura che va chiuso per sempre». Voto favorevole alla mozione anche per Tommaso Fattori (Sì Toscana a Sinistra). «Dobbiamo dare una risposta unitaria e netta, ma sono sconcertato per quello che è accaduto in questi mesi - spiega Fattori -. La giunta prima ha annunciato la svolta verso l’economia circolare, poi autorizza la riapertura di una discarica chiusa da 22 anni. La delibera va annullata, il sito bonificato andando verso un piano a rifiuti zero».
Bordate invece dall’opposizione. «La Lega non vota questo atto - ha detto la consigliera della Lega Elisa Montemagni -. Si tratta di un copia incolla di quanto avvenuto con Cava Fornace. Fumo negli occhi degli elettori. Dobbiamo poi tenere conto di una cosa importante: un’azienda ha fatto un piano di investimento su questo progetto. Un passo indietro esporrebbe la Toscana ad un ricorso con un richiesta danni che si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Chi pagherà per questo? I cittadini? La mozione arriva in ritardo, noi già nel 2019 ne avevamo presentata una. Serve un piano strategico». Linea simile per Maurizio Marchetti di Forza Italia: «La delibera deve essere ritirata, non voglio che si pensi il contrario. Ma il Pd non può essere di governo e di lotta allo stesso tempo - dice Marchetti -. Mazzeo si ricorda che quella delibera è stata presa dalla sua maggioranza? Inutile poi sbandierare a Terricciola che i consiglieri del Pd sono per la chiusura. Mettetevi d’accordo, altrimenti sembra di essere su Scherzi a parte». Voto favorevole invece di Italia Viva. «La nostra funzione è di indirizzo consiliare - dice Stefano Scaramelli -. E ci assumiamo la responsabilità di firmare un documento condividendo in pieno la posizione di Mazzeo». Stessa linea anche per Massimo Baldi, che ritiene opportuno «chiudere le discariche e creare impianti anche per l’inertizzazione dell’amianto». Andrea Pieroni del Pd (e presidente della Provincia di Pisa quando firmò il protocollo rifiuti zero) spiega come «servano soluzioni condivise. Così come bloccammo in passato i progetti della proprietà, credo ci sia lo spazio per far rivedere un progetto che crea tensioni ed allarme nella popolazione». Posizione condivisa anche dall’altra quota Pd pisana, Alessandra Nardini: «Non possiamo chiedere solo la revoca dell’atto, la soluzione è una guida e un impegno della Regione nella costruzione di una filiera pubblica. Garanzia importante e più solida per le comunità di quel territorio».
Voto a sostegno della mozione anche dal M5S. «La mozione ha credibilità perché è firmata dal Movimento 5 Stelle - ha detto Giacomo Giannarelli -. Ma dico ai consiglieri Pd: se entro 15 giorni non viene ritirata la delibera di giunta o vi dimettete o chiedete le dimissioni all’assessore Fratoni». Per Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) «il voto favorevole alla mozione è solo una tregua, ma non toglie nulla alle critiche alle amministrazioni di centrosinistra che hanno governato in questi anni. Non basta la rimozione della delibera per ricominciare da zero. Mancano i piani regionali su rifiuti ed amianto». —
Alessandro bientinesi
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