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"l giardino botanico è stato completamente distrutto"

Un'immagine che accompagna la denuncia dell'associazione ambientalista nei confronti del Comune di Cascina
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Un'immagine che accompagna la denuncia dell'associazione ambientalista nei confronti del Comune di Cascina

Denuncia della Lipu nei confronti del Comune di Cascina: "Un atto gravissimo. Abbiamo predisposto uno specifico dossier già inviato ai carabinieri forestali"

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CASCINA. «Il giardino botanico situato tra l’Arno e la Tosco Romagnola è stato completamente distrutto a seguito del taglio di tutte le alberature presenti», denuncia la Lipu attraverso il delegato di Pisa, Marco Niccolai. Nello scorso aprile il Comune di Cascina ha intrapreso un programma di interventi sul verde urbano, con numerose potature ed abbattimenti di piante.

«Ci troviamo purtroppo a dover ancora ribadire che tagliando alberi ed arbusti in questo periodo, a meno che non ci siano perizie agrarie che accertino il pericolo della permanenza delle piante, si contravvengono varie norme, tra cui il recente decreto ministeriale del 10 marzo dove viene esplicitato che “gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed effettuati solo nei casi strettamente necessari», scrive la Lipu.

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Un «eclatante intervento», così viene definito dall’associazione, ha riguardato il giardino botanico, «un’area verde completamente distrutta a seguito del taglio di tutte le alberature presenti».

La Lipu di Pisa, anche sollecitata da numerosi cittadini residenti nelle vicinanze, ha deciso di realizzare un dossier nel quale vengono evidenziate le caratteristiche botaniche e faunistiche dell’area e le numerose attività di educazione ambientale svolte nel corso degli anni.

Il giardino botanico era un ex vivaio sorto con lo scopo di accogliere le piante che all’epoca vennero fornite dal Corpo Forestale. Successivamente, trascorsi alcuni anni, l’amministrazione comunale decise di utilizzare l’area come giardino pubblico e quindi prevedere la fruizione delle persone. La necessità di creare degli spazi aperti per l’accesso dei visitatori comportò un diradamento delle piante presenti, vennero così creati dei vialetti e delle aree di sosta con panchine. Venne realizzato anche il collegamento con la pista ciclabile lungo l’Arno. Il giardino nonostante la superficie modesta, ospitava una notevole varietà di specie presenti, la maggior parte ornamentali ma anche spontanee (circa 80 tra alberi e arbusti), e con piante anche di notevoli dimensioni. Per questo aveva la caratteristica di un giardino botanico o arboreto. Nell’area la Lipu nel 1999 realizzò un sentiero natura con l’allestimento di pannelli, nidi artificiali ed una mangiatoia per attirare gli uccelli selvatici.

«Nel dossier - sottolinea la Lipi - sono illustrati anche i vari fatti succeduti in questo periodo, come il sopralluogo dei carabinieri forestali, interpellati da alcuni cittadini residenti e dalla nostra associazione, per denunciare l’accaduto. La distruzione totale dell'area è un fatto molto grave, sia perché sono state violate numerose normative, riportate nel suddetto dossier, inviato ai carabinieri forestali come documentazione per ulteriori indagini, sia per l’assoluta impermeabilità dell’amministrazione comunale nei confronti di cittadini ed associazioni».

In più l’associazione ambientalista ha fatto «una richiesta formale di accesso agli atti per ottenere informazioni e fonti rispetto ai progetti passati sull’area e su quelli futuri. I tempi di attesa sembrano essere molto lunghi, ma l’associazione ed i cittadini attendono risposte».

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