Attenzione
Geofor: atto unilaterale, non pagheremo le penali
L’azienda dei rifiuti replica all’amministrazione comunale cascinese: ci vengono imputate colpe che non possono essere riconducibili a noi
CASCINA
Il conteggio delle penali per servizi mancati o non conformi del 2019 è «unilaterale e contestato dall’azienda». Così Geofor replica al Comune specificando che tali penali, per questo motivo, non sono state pagate. «Il contratto di servizio tra i Comuni serviti e la Geofor rimanda la formulazione delle penali ad una verifica congiunta, svolta tra le parti in contraddittorio, poiché bisogna sempre riconoscere le cause che hanno generato i disagi, non sempre ascrivibili all’azienda», sottolinea Geofor in una nota. Ad esempio, aggiunge, «la rimozione di rifiuti in amianto abbandonati su suolo pubblico, per la quale la Geofor si è resa disponibile ad un intervento extra contratto, non può essere ricondotto a penali che nulla hanno a che vedere con la gestione dei rifiuti urbani, regolamentate dal contratto stesso. Così come della mancata consegna di un kit per fare la raccolta differenziata non può essere incolpata l’azienda se l’utente era assente da casa tutte e quattro le volte che il nostro addetto è passato per la consegna. Auspichiamo che il Comune di Cascina voglia mantenere il confronto con Geofor sul piano della collaborazione, nell’interesse del servizio reso alla comunità e non spostare sul piano del conflitto, peraltro strumentale, un dialogo che ha reso possibile il raggiungimento di obiettivi eccellenti, sia sul piano qualitativo, con oltre l’80% di raccolta differenziata e sia sul piano economico, che dimostra che il Comune di Cascina ha speso nel 2019 meno di quanto pagasse i servizi nel 2015».
Per quanto ai servizi resi nel 2020, il Comune di Cascina ha annuncia un uguale, unilaterale, atteggiamento «disconoscendo - prosegue l’azienda - che da quattro mesi il mondo intero è investito da una tragica pandemia. Ricordiamo che Geofor, pur nelle difficoltà, ha reso i servizi richiesti al massimo delle possibilità e che è sempre intervenuta, con servizi straordinari, ad ogni occorrenza. Il tema dei minori servizi, ridotti a causa della pandemia, come quelli di gestione dei “Centri di Raccolta”, riguarda ordinanze delle autorità sanitarie che ne hanno vietato l’apertura e di cui Geofor non ha alcuna colpa. Tant’è che in tutta la regione Toscana ed a livello nazionale è aperto il confronto per ristorare i gestori dei mancati ricavi procurati dalla diminuzione dei servizi, ma che pure hanno sostenuto costi fissi ed incomprimibili che rischiano di ricadere sulle spalle, incolpevoli, delle aziende del settore. Molti cittadini, soprattutto le filiere del commercio e del turismo, non avranno la possibilità di pagare per intero la Tari del 2020 e ciò determinerà prevedibili minori incassi per i Comuni. Non a caso, il governo ha stanziato 3,5 miliardi di euro per gli enti locali, proprio al fine, anche, di supplire ai mancati incassi della Tari e pagando ai gestori quanto dovuto. È un tema cruciale, che interessa lo Stato, le Regioni, i Comuni e tutto il comparto della gestione dei rifiuti. Strumentalizzare a fini polemici municipali una questione tanto importante e di dimensioni nazionali non ci sembra l’approccio più giusto».
«E ingiusta è anche la valutazione circa l’internalizzazione di servizi che, per un ventennio, sono stati appaltati a privati che ne hanno ricavato profitti, soprattutto in ragione delle minori retribuzioni riconosciute ai lavoratori - conclude l’azienda -. La scelta di Geofor, ponderata sotto tutti i profili di legittimità e convenienza, nonché sospinta da tutte le amministrazioni comunali, di assumere oltre 300 lavoratori, prima occupati dai privati, è una scelta giusta e sacrosanta, purtroppo realizzata in piena pandemia e quindi impossibilitata a raggiungere, immediatamente, i livelli di efficienza e risparmio programmati e che saranno conseguiti nei prossimi mesi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google