Il tartufo si fa fiutare anche con la mascherina
Via ai pacchetti turistici promozionali per la stagione dello scorzone. Villa Sonnino al centro di un progetto di rilancio
cristiano marcacci
Da una parte il tartufo. Dall’altra la mascherina. Due cose lontane anni luce, assolutamente incompatibili. Il pregiato tubero che la terra ci regala in determinati periodi dell’anno sembra storicamente fatto apposta per inondare le nostre narici del suo caratteristico, inconfondibile e inebriante afrore. Ed è quindi inimmaginabile la scena di un bianchetto, di un marzuolo o di uno scorzone avvicinati al naso di un gastronauta costretto all’uso della mascherina. Ma questo è, al tempo dell’emergenza sanitaria contrassegnata dal Covid-19 e dalle regole anti-contagio tuttora in vigore.
San Miniato, però, non può più aspettare e nell’anno in cui erano attese un’ulteriore impennata delle presenze turistiche (raddoppiate negli ultimi dieci anni) e una nuova e significativa opera di consolidamento promozionale della Mostra internazionale del Tartufo bianco, deve ripartire. E lo fa dal suo simbolo più famoso, re tartufo, e da una delle sue strutture ricettive più belle e conosciute, Villa Sonnino. Le prime iniziative all’insegna dello scorzone (il tartufo estivo, la cui caccia nei boschi è iniziata lo scorso primo giugno) riportano proprio il timbro dell’hotel del manager Cesare Andrisano, insieme a quello dell’azienda “Savitar” di cui è titolare Claudio Savini, un nome più che conosciuto anche oltreconfine per l’attività di esportazione dei tartufi. Al “battesimo” della ripartenza tartufigena ha preso parte l’altra sera anche l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, alla sua prima uscita pubblica dopo tre mesi passati a parlare di promozione del territorio solo “da remoto”, in videoconferenza. «Sono contento – ha sottolineato Ciuoffo – per due motivi principali: perché si parla di ripartenza vera, concreta, e poi perché lo si fa in un luogo simbolo della Toscana, regione martoriata dall’emergenza Covid. Qualcuno ha anche pianto per il 50% di prenotazioni andate perdute, ma in migliaia hanno però deciso di rinviare il soggiorno o la vacanza solo di pochi mesi. Questa è la dimostrazione del fatto che la Toscana è rimasta e rimane nei desideri dei turisti. Sarà ovviamente impossibile rifarsi subito e chiudere in equilibrio il 2020, ma il 2021 ce lo giocheremo al meglio, alla grande. Ne sono convinto. Ora dobbiamo pensare a strutturare diversamente la nostra narrazione e la nostra strategia promozionale, con messaggi più autentici ed efficaci».
Villa Sonnino può intanto rappresentare un validissimo esempio. Per rilanciarsi e rilanciare il territorio ha varato un accessibilissimo pacchetto che prevede, a soli 89 euro per persona, la pensione completa (pranzo e cena), la visita alla villa, quella all’azienda “Savitar” e la possibilità di prendere parte ad una caccia al tartufo (guidati ovviamente dal fiuto allenatissimo di un cane ben addestrato) nei terreni e nei boschi di pertinenza della struttura. Per soli 50 euro in più c’è inoltre l’opportunità di avere la camera per una seconda notte. Infine, sempre Villa Sonnino promuoverà la rassegna estiva denominata “Tartufo al tramonto”: due delle serate in programma saranno allestite in riva al mare, la prima a Marina di Pietrasanta (nella splendida location di Villa Tiziana) e la seconda a Punta Ala. —
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